
La vetta degli dèi: un viaggio grafico nell'ossessione
La narrativa grafica La vetta degli dèi, creata da Jiro Taniguchi e Baku Yumemakura, parte da un ritrovamento casuale. Il protagonista, Fukamachi, inciampa in un equipo fotografico antico che potrebbe aver appartenuto a George Mallory, il famoso alpinista scomparso sull'Everest nel 1924. Questa pista scatena un'indagine che rapidamente si trasforma in una fissazione per decifrare un mistero storico. 🏔️
La ricerca di un fantasma in montagna
L'indagine di Fukamachi non si concentra solo sul passato, ma lo dirige verso Habu Joji, una figura quasi mitica nel mondo dell'alpinismo giapponese, noto per il suo carattere ermetico e le sue ascensioni in solitaria. L'opera utilizza questo incontro per esplorare i limiti della determinazione umana, mostrando come una semplice curiosità possa diventare una necessità vitale. Il racconto approfondisce ciò che spinge qualcuno a rischiare tutto per conquistare l'inaccessibile.
Elementi centrali della trama:- La scoperta della macchina fotografica di Mallory come detonatore della storia.
- L'ossessiva ricerca del fotografo per l'elusivo scalatore Habu Joji.
- L'analisi della passione e del sacrificio nell'alpinismo estremo.
Le montagne in quest'opera non sono uno sfondo, ma un personaggio vivo e terrificante.
Il realismo tangibile di Taniguchi
Lo stile artistico di Jiro Taniguchi è fondamentale per trasmettere l'essenza della storia. La sua linea si caratterizza per un