Starmer ammette il fallimento della Brexit e cerca riconciliazione europea

11 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha riconosciuto apertamente che la Brexit ha danneggiato l'economia del Regno Unito. Dopo la sconfitta nelle elezioni regionali, ha promesso al suo partito laburista un riavvicinamento all'Europa. Ha citato uno studio di Stanford che stima una perdita dal 6 all'8% del PIL, definendo il processo come un errore che ha impoverito e indebolito il paese.

Un primo ministro a capo chino davanti a una bandiera dell'UE rotta, con una mappa del Regno Unito rimpicciolita e cupa.

Il costo tecnologico di un divorzio mal gestito 💻

La disconnessione dall'UE ha colpito direttamente il settore tecnologico britannico. La perdita dell'accesso al mercato unico e a programmi di R&S come Horizon Europe ha frenato gli investimenti nelle startup e la collaborazione nell'intelligenza artificiale. Molte aziende tecnologiche hanno trasferito le loro sedi a Dublino o Amsterdam. La burocrazia doganale ha aumentato il costo dell'importazione di componenti, e la scarsità di talenti europei ha rallentato lo sviluppo di infrastrutture digitali chiave.

Riconquistare il cuore dell'Europa: un'operazione a cuore aperto ❤️‍🩹

Starmer vuole riportare il Regno Unito nel cuore dell'Europa, ma la Brexit è stata come un intervento di chirurgia estetica fallito: il paziente ha perso peso (PIL) e ora chiede che gli venga restituito il grasso perduto. Nel frattempo, Bruxelles guarda con sospetto, e i britannici si chiedono se il prossimo passo sarà chiedere in prestito il caricabatterie del cellulare dell'UE.