Sainz scopre che la curva dodici del MADRING è più insidiosa del previsto

22 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Carlos Sainz è stato il primo pilota a girare sull'asfalto del nuovo circuito MADRING di Madrid, a bordo di una Ford Mustang GT. Sebbene avesse studiato per mesi i piani del tracciato, la curva 12, battezzata La Monumental, gli ha riservato una sorpresa enorme. Il pilota ha confessato che si aspettava un peralte del 24%, ma ha scoperto che è anche una curva cieca, dove non si vede l'uscita finché non ci si è dentro.

Carlos Sainz su una Ford Mustang GT blu che entra nella curva 12 del MADRING, l'auto inclinata in piena frenata, fumo bianco dai pneumatici posteriori che perdono aderenza, l'asfalto grigio con segni di derapata freschi, il muso puntato verso un'uscita nascosta dietro un muro di cemento, il pilota che gira il volante con tensione, il peralte pronunciato che distorce la prospettiva, barriere di protezione Tecpro sul bordo, luce del tramonto che crea ombre allungate, stile cinematografico fotorealistico, angolazione bassa dall'interno della curva, texture granulosa dell'asfalto visibile, dettagli meccanici del motore V8, simulazione di guida estrema, alta velocità congelata nell'istante della sorpresa.

La sfida tecnica di una curva cieca con peralte variabile 🏎️

La Monumental non richiede solo precisione per il suo elevato peralte del 24%, ma il suo design come curva cieca aggiunge un ulteriore livello di complessità. Il pilota deve fidarsi della memoria del tracciato e dei riferimenti precedenti, poiché l'uscita rimane nascosta fino all'ultimo momento. Questo tipo di geometria, che combina inclinazione e mancanza di visibilità, costringe a regolare la traiettoria e il punto di frenata. Per gli ingegneri, rappresenta una sfida nella messa a punto delle sospensioni e dello sterzo.

Sainz: il piano era facile, la curva non ha avvisato 😅

Sainz è arrivato con i compiti fatti: piani studiati, peralte memorizzato e persino un modellino a casa. Ma la curva 12, come un vicino maleducato, non lo ha avvisato che era cieca. Ora il pilota sa che i circuiti, come le persone, custodiscono segreti. Meno male che guidava una Mustang e non un'utilitaria, altrimenti la sorpresa sarebbe finita in un fosso.