Rosa Cobo sostiene che la prostituzione va eliminata come violenza maschilista

08 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

La sociologa Rosa Cobo ha presentato una relazione su prostituzione e abolizionismo nel XXI secolo, sostenendo che questa pratica non è un lavoro né una scelta libera, ma una forma di sfruttamento che perpetua la disuguaglianza. Cobo ha criticato i discorsi che normalizzano l'attività, sottolineando che avvantaggiano sfruttatori e clienti, e ha chiesto politiche che sanzionino i clienti e offrano alternative reali alle donne.

Rosa Cobo, in piedi davanti a un microfono, con espressione ferma, che indica un cartello con scritto 'Abolizione ora'.

Il lato oscuro della tecnologia nel traffico digitale 🌐

La tecnologia ha facilitato l'espansione della prostituzione attraverso piattaforme digitali e annunci classificati, dove algoritmi e applicazioni anonime collegano i clienti alle vittime del traffico. Questi strumenti, progettati per ottimizzare le transazioni, spesso eludono i controlli legali e rendono difficile l'identificazione delle reti di sfruttamento. Cobo ha esortato a regolamentare questi spazi virtuali, chiedendo che gli sviluppatori tecnologici si assumano la responsabilità etica e non si limitino a privilegiare il profitto a scapito dei diritti umani.

Quando la libertà sessuale è un meme con lo sfruttatore 😅

Sembra che alcuni confondano la libertà sessuale con un catalogo di offerte di AliExpress. Rosa Cobo ha chiarito che chiamare lavoro sessuale lo sfruttamento è come chiamare chef chi brucia l'acqua. Nel frattempo, sui social, influencer vendono l'idea che prostituirsi sia emancipante, proprio quando l'unico emancipato è il proprietario dell'appartamento che fa pagare la stanza. Ironie del XXI secolo: voler abolire la prostituzione mentre l'algoritmo di turno ti suggerisce un annuncio di compagnia.