Reggie rivela che Nintendo ha smesso di vendere ad Amazon nell'era DS

05 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

L'ex presidente di Nintendo of America, Reggie Fils-Aimé, ha svelato una tesa storia commerciale. Durante una conferenza alla NYU, ha spiegato che l'azienda ha interrotto i rapporti con Amazon nell'era del DS. Il motivo: Amazon ha richiesto un supporto finanziario per abbassare i prezzi al di sotto di quelli di Walmart, una pratica che Nintendo ha considerato illegale e dannosa per altri partner.

Un Reggie Fils-Aimé serio in una conferenza, con un Nintendo DS in mano, mentre uno schermo mostra il logo di Amazon barrato in rosso.

La linea rossa di Nintendo di fronte alle pratiche anticoncorrenziali 🚫

La decisione di Nintendo non è stato un capriccio. Amazon richiedeva un pagamento per coprire la differenza di prezzo vendendo console al di sotto del costo, una strategia nota come loss leader che mira a eliminare la concorrenza. Fils-Aimé ha affermato che ciò violava le leggi sul commercio equo. Rifiutandosi, Nintendo ha preferito perdere un canale di vendita di massa piuttosto che esporsi a cause legali o a un trattamento ineguale con rivenditori come GameStop o Target.

Amazon voleva essere quello che vende più a buon mercato, ma è rimasto senza scorte 😅

Immagina Jeff Bezos che chiama Reggie e gli chiede soldi per vendere le sue stesse console a un prezzo inferiore. Nintendo, con faccia da poker, ha detto: no, grazie. E così, per un po', comprare un DS su Amazon era come cercare un unicorno: sapevi che esisteva, ma non lo trovavi. Alla fine, la strategia della grande N è stata semplice: preferisce perdere vendite piuttosto che perdere la dignità (e una possibile multa).