Rete cinese di frode con carte in Giappone smantellata dalla polizia

18 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

La polizia della prefettura di Aichi ha arrestato sei persone, due delle quali cittadini cinesi, accusate di aver utilizzato i dati di carte di credito di una donna di 60 anni di Fukuoka per acquistare prodotti online. Tra gli articoli acquistati figura un orologio da 74.800 yen, spedito a diversi indirizzi in Giappone e rivenduto su piattaforme di seconda mano. Le autorità stimano che il gruppo avrebbe mosso circa 370 milioni di yen attraverso questo schema organizzato.

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Come operava la rete: spedizioni distribuite e rivendita digitale 🕵️

I sospettati utilizzavano dati rubati per effettuare acquisti in negozi online, richiedendo la spedizione a indirizzi intermedi in Giappone per evitare la rilevazione. Una volta ricevuti i prodotti, li ridistribuivano e li rivendevano su mercati di seconda mano, come piattaforme digitali di rivendita. Il coordinamento tra gli implicati includeva l'uso di molteplici conti e indirizzi per ostacolare il tracciamento della polizia. Questo metodo, basato sulla frammentazione delle operazioni, ha permesso al gruppo di muovere ingenti somme senza destare sospetti immediati.

L'orologio da 74.800 yen che non è mai arrivato alla sua proprietaria ⌚

La vittima, una donna di 60 anni, probabilmente aspettava un pacco che non è mai arrivato. Invece, l'orologio è finito nelle mani di rivenditori che, con tutta calma, lo hanno piazzato su piattaforme di seconda mano come se fosse un affare di fine stagione. La cosa curiosa è che i truffatori, a quanto pare, non avevano fretta: hanno mosso 370 milioni di yen senza che nessuno dicesse nulla finché la polizia non ha suonato il campanello. Forse avrebbero dovuto chiedere una carta fedeltà. 😅