Nexon Games ha svelato il sipario su Project: DX, un ambizioso titolo open world che sfrutta al massimo le capacità di Unreal Engine 5. Basato sulla proprietà intellettuale di Durango, il progetto mira a rompere la barriera tra cinema e videogioco attraverso la ricreazione di dinosauri e ambienti giungla con un livello di dettaglio fotorealistico. Lo studio ha confermato che la pipeline di produzione si basa su 3ds Max per la modellazione ad alta poligonazione e su Unreal Engine per la simulazione dell'IA animale e della vegetazione interattiva, segnando un traguardo nella rappresentazione della fauna preistorica in tempo reale.
Pipeline tecnico: Modellazione in 3ds Max e simulazione in UE5 🦖
Il processo di creazione degli asset in Project: DX inizia in 3ds Max, dove gli artisti costruiscono mesh di dinosauri con una risoluzione geometrica estrema, utilizzando mappe di displacement e texture 8K per catturare la texture della pelle e delle squame. Successivamente, questi modelli vengono importati in Unreal Engine 5, dove viene applicato il sistema Nanite per gestire la geometria senza perdita di prestazioni. La vera innovazione risiede nella simulazione dell'IA animale: i dinosauri non sono semplici NPC con percorsi predefiniti. Nexon ha implementato un sistema comportamentale basato sul machine learning che consente alle creature di reagire a stimoli ambientali, come il movimento della vegetazione o i cambiamenti climatici. La vegetazione, dal canto suo, utilizza il sistema procedurale di UE5 per essere interattiva, deformandosi fisicamente al passaggio dei dinosauri. Per ottimizzare le prestazioni in tempo reale, si è fatto ricorso a Lumen dinamico per l'illuminazione globale e a tecniche di culling per occlusione, riuscendo a far sì che la giungla densa non saturi la GPU nemmeno con branchi completi di creature.
Lezioni per lo sviluppo di mondi aperti 🌿
Project: DX non impressiona solo per il suo fotorealismo, ma per l'intelligenza tecnica dietro il suo ecosistema. Confrontato con titoli come ARK: Survival Evolved o The Isle, Nexon risolve il problema del vuoto procedurale: qui ogni cespuglio e ogni dinosauro ha uno scopo all'interno dell'ecosistema simulato. Per gli sviluppatori, la lezione chiave è l'integrazione verticale tra 3ds Max e UE5, usando Nanite per mantenere la fedeltà della modellazione originale senza compromettere i fotogrammi al secondo. Se riusciranno a mantenere questa fluidità sulle console di attuale generazione, Project: DX potrebbe ridefinire lo standard dei giochi di sopravvivenza con fauna realistica.
Considerando la necessità di bilanciare il fotorealismo dei dinosauri con le prestazioni in scenari open world, quali compromessi tecnici chiave nella pipeline di Unreal Engine 5, come l'uso di Nanite, Lumen e la densità di poligoni, ha dovuto fare Nexon Games per garantire un'esperienza di gioco fluida in Project: DX?
(PS: le game jam sono come i matrimoni: tutti felici, nessuno dorme e si finisce per piangere)