Nuovi scheletri a Pompei rivelano due fasi dell’eruzione del Vesuvio

03 May 2026 Publicado | Traducido del español

Gli archeologi hanno trovato due scheletri in una villa suburbana di Pompei che offrono una nuova visione sulla distruzione dell'anno 79 d.C. I resti appartengono a un uomo di 30-40 anni e a una donna, morti in diverse fasi del disastro. L'uomo è morto durante la pioggia di pomice, mentre la donna è perita più tardi, travolta da un flusso piroclastico di gas e materiale vulcanico.

Due scheletri giacciono in una villa romana sepolta; uno sotto strati di pomice, l'altro sconvolto dalla cenere vulcanica.

Tecnologia forense applicata alla datazione delle vittime vulcaniche 🔍

L'analisi degli scheletri è stata effettuata con tecniche di scansione 3D e tomografia computerizzata, permettendo agli esperti di differenziare le lesioni causate da ogni fase eruttiva. L'uomo presenta fratture da impatto di rocce, mentre la donna mostra segni di esposizione a temperature estreme superiori a 250 gradi. Questi dati aiutano a modellare la sequenza del disastro con maggiore precisione, utilizzando software di simulazione dei flussi piroclastici.

Il Vesuvio non ha avvisato: due modi diversi di passare una brutta giornata 🌋

La coppia di Pompei dimostra che, in un'eruzione, la sorte non è equamente distribuita. L'uomo ha avuto il tempo di lamentarsi delle pietre che cadevano; la donna, invece, ha ricevuto un'ondata di calore che non lascia il tempo nemmeno di sudare. Se cerchi una scusa per non pianificare il tuo prossimo appuntamento, ricorda: anche nell'anno 79 d.C. c'era già una fatale mancanza di coordinamento degli orari.