Mir sulla corda tesa: futuro incerto e una Honda che non perdona

16 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Joan Mir attraversa un momento delicato in MotoGP. Dopo due stagioni in Honda, il maiorchino ha mostrato lampi di velocità ma anche una preoccupante tendenza alle cadute. A Barcellona, il pilota è stato chiaro: presto saprà dove correrà nel 2025 e cerca un team che gli permetta di competere al massimo senza tanti sobbalzi. La pazienza nel box HRC si sta esaurendo.

Un primo piano di Joan Mir con casco e visiera alzata, sudore sul viso, sfondo sfocato del box Honda con meccanici a capo chino; accanto, una moto RC213V caduta sull'asfalto, pneumatico fumante, ombre di corde tese che attraversano l'immagine in diagonale, a simboleggiare il futuro incerto e la pressione implacabile.

Lo sviluppo tecnico: una RC213V che non riesce ad adattarsi 🏍️

La Honda RC213V resta una moto esigente. Mir ha sottolineato che il problema principale non è la potenza, ma la mancanza di trazione e il comportamento erratico in frenata. Mentre altre fabbriche avanzano in aerodinamica ed elettronica, Honda sembra essere un passo indietro. Gli ingegneri giapponesi lavorano contro il tempo per dare a Mir una base più prevedibile, ma il pilota ha bisogno di risultati già ora e non può aspettare che la moto evolva da sola.

L'alternativa: cambiare squadra o cambiare hobby 😅

Se Honda non migliora, Mir potrebbe prendere in considerazione opzioni meno ortodosse. Come passare al trial, dove almeno le cadute sono più lente e fanno meno male. O aprire un negozio di ricambi, che visto il suo storico di rotture, sarebbe un affare d'oro. Ma nel frattempo, il maiorchino continua a cercare un team dove non debba spiegare ogni domenica perché è finito nella ghiaia.