Figli di Santiago Rodríguez, a Burgos, fondata nel 1850, è la libreria più antica di Spagna e la quinta d'Europa. La sua proprietaria, Lucía Alonso, sesta generazione di librai, ha lanciato un crowdfunding per raccogliere 60.000 euro. L'obiettivo è coprire debiti urgenti e mantenere i posti di lavoro di un locale che è sopravvissuto a una guerra civile, al dopoguerra e a una pandemia.
Crowdfunding come cerotto digitale per un problema analogico 📚
La campagna di crowdfunding è la scommessa tecnologica di Lucía Alonso per salvare l'attività. Nel pieno del XXI secolo, una libreria che vendeva manuali scolastici con la dea Minerva come logo ricorre a piattaforme online per raccogliere fondi. Il sistema permette donazioni a partire da 5 euro, ma l'obiettivo di 60.000 euro richiede una portata virale che compete con gli algoritmi dei social media e l'attenzione dispersa degli utenti. Senza una strategia di SEO o marketing digitale aggressiva, la sopravvivenza del locale dipende dalla nostalgia e dalla fedeltà locale.
La dea Minerva chiede un prestito su GoFundMe 💸
Nel frattempo, la concorrenza vende ebook a 2,99 euro e Amazon Prime ti porta un Kindle in 24 ore. Ma eccoci qui, a chiedere 60.000 euro per evitare che una libreria con il motto ottocentesco La scuola redime e civilizza chiuda. Se la dea Minerva alzasse la testa, chiederebbe una sponsorizzazione da un'app di audiolibri. O almeno uno sconto sull'affitto del locale, che continua a costare più di un master in narrativa digitale.