James Gunn: il suo capolavoro e il suo film più debole in contesto

04 May 2026 Publicado | Traducido del español

James Gunn ha lasciato il segno sia nella Marvel che nella nuova DC. Di tutto il suo lavoro, Guardians of the Galaxy si erge come il suo film più riuscito, combinando umorismo, azione e cuore. Al contrario, Guardians of the Galaxy Vol. 2 è considerato il suo capitolo più irregolare, sebbene conservi momenti potenti come la morte di Yondu e un solido villain interpretato da Kurt Russell.

Una vignetta divide l'immagine: a sinistra, i Guardiani del Vol. 1 brillano nello spazio; a destra, Yondu e Kurt Russell affiancano il Vol. 2, più cupo.

Il polso narrativo e l'uso della CGI nella saga 🎬

Gunn ha dimostrato un controllo notevole sul ritmo e lo sviluppo dei personaggi nel primo capitolo, dove la CGI si integrava senza saturare la trama. Per il Vol. 2, l'eccesso di effetti visivi e la struttura episodica hanno tolto fluidità al racconto. Tuttavia, l'animazione di Ego e del pianeta vivente di Kurt Russell è tecnicamente impeccabile. La colonna sonora, con brani classici, rimane un punto di forza in entrambi i film, anche se nel sequel perde un po' di freschezza ripetendo la formula.

Yondu, il villain che si è rubato la scena (e le frecce) 🏹

Kurt Russell fa un lavoro decente come Ego, un pianeta con un ego letterale. Ma siamo sinceri: il vero villain memorabile del Vol. 2 è Yondu, che non è nemmeno il cattivo. Michael Rooker si prende la scena con la sua freccia sibilante e la sua redenzione finale. Mentre Ego cerca di essere un dio cosmico, Yondu si guadagna le lacrime del pubblico con una morte che nemmeno il Collezionista di Knowhere avrebbe potuto prevedere. Ironie dello spazio.