Sovraffollamento nelle prigioni marocchine: un problema senza celle vuote

06 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Il sistema penitenziario del Marocco collassa sotto il proprio peso. Con un'occupazione che supera del 30% la capacità installata, le prigioni si trasformano in polveriere sociali. La mancanza di spazio porta a condizioni insalubri, accesso limitato all'acqua potabile e all'assistenza medica, e una tensione costante tra i detenuti che sfida qualsiasi tentativo di riabilitazione.

Una cella sovraffollata di corpi ammassati contro sbarre arrugginite, volti esausti sotto una luce fioca, senza spazio per muoversi, riflette il collasso penitenziario marocchino.

Tecnologia di sorveglianza: più occhi, meno spazio 🎥

Per gestire il caos, sono stati implementati sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso e riconoscimento facciale. Questi strumenti permettono di monitorare i movimenti nei corridoi e nei cortili, riducendo il numero di guardie necessarie. Tuttavia, l'alta densità di popolazione annulla parte della loro efficacia: le telecamere si saturano con masse umane e gli algoritmi falliscono nel distinguere individui in spazi dove la distanza tra i corpi è minima. La tecnologia corregge i sintomi, non le cause.

Soluzione innovativa: impilare letti come in un puzzle 🛏️

Di fronte alla mancanza di spazio, alcuni suggeriscono di riprogettare le celle con letti a castello retrattili dal soffitto, come nei dormitori di una residenza studentesca low cost. L'idea è semplice: se non puoi ampliare la prigione, moltiplicala in verticale. Certo, il problema è che quando tutti abbasseranno i letti contemporaneamente, il pavimento scomparirà e i detenuti finiranno per dormire nel corridoio. Ma ehi, almeno ci sarà spazio per la cena, purché mangino in piedi.