Final Fantasy VII Remake in tre parti: la decisione inevitabile di Square Enix

09 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Square Enix ha confermato che la divisione del remake di Final Fantasy VII in tre parti non è stato un capriccio, ma una necessità tecnica e narrativa. Secondo il direttore Naoki Hamaguchi, il materiale originale è così denso che una singola parte sarebbe stata irrealizzabile. Persino la sezione di Midgar, sebbene breve nel gioco del 1997, contiene un volume di informazioni che richiedeva uno sviluppo esteso con la tecnologia attuale.

Un collage con tre dischi brillanti: Midgar illuminata, la Spada di Cloud e il logo di Sephiroth, a simboleggiare l'inevitabile trilogia.

La sfida tecnica di espandere Midgar senza perderne l'essenza 🎮

Ricreare Midgar con tecniche moderne ha implicato costruire ogni settore, vicolo ed edificio con un livello di dettaglio che l'originale non permetteva. Hamaguchi ha spiegato che il team ha dovuto bilanciare la fedeltà con i limiti hardware e i tempi di sviluppo. Ogni personaggio secondario, ogni conversazione e ogni scenario sono stati riprogettati per offrire un'esperienza coerente, ma ciò ha richiesto un volume di asset e scripting che solo una trilogia poteva sostenere senza compromettere la qualità.

Spoiler: sì, avevano anche bisogno di vendere più giochi 💸

Praticamente, per raccontare la storia di una città chiamata Midgar hanno avuto bisogno di un intero gioco. Con questo ritmo, la scena della corsa dei Chocobo meriterà un proprio DLC a pagamento. E se il lago dei ricordi appare nella terza parte, magari lo allungheranno fino a trasformarlo in un RPG di pesca. Ma vabbè, almeno non ci lamenteremo: finché continueranno ad uscire, potremo discutere per altri dieci anni se il remake sia migliore dell'originale.