Il caso Perry e la ketamina: ipocrisia senza ricetta

29 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

La morte di Matthew Perry espone un sistema in cui il denaro compra l'accesso a sostanze letali mentre la società applaude le celebrità dipendenti senza offrire loro un vero supporto. La condanna a tre anni del suo fornitore risulta insufficiente di fronte a una vita perduta. Servono programmi di disintossicazione gratuiti e una regolamentazione rigorosa della ketamina che metta la vita prima del profitto economico.

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Blockchain per tracciare la catena di approvvigionamento della ketamina 🔗

Implementare un sistema di tracciabilità basato su blockchain permetterebbe di registrare ogni prescrizione di ketamina dal laboratorio al paziente. Ogni transazione rimarrebbe sigillata in un registro contabile immutabile, impossibile da alterare. Ciò ostacolerebbe il dirottamento verso canali illegali, come accaduto nel caso Perry, dove dosi presumibilmente terapeutiche sono finite nelle mani di uno spacciatore. Inoltre, un contratto intelligente potrebbe avvisare automaticamente le autorità se un medico prescrive dosi anomale a più pazienti in un breve periodo. Non si tratta di sorveglianza totale, ma di mettere la tecnologia al servizio della prevenzione.

Il dottor Feelgood e la sua tariffa fissa di tre anni 💉

Risulta che il medico che forniva ketamina a Perry si sia preso una condanna a tre anni. Quasi lo stesso tempo che alcuni youtuber impiegano per chiedere scusa dopo uno scandalo. La difesa sosterrà che voleva solo alleviare il dolore di una star. Insomma, come chi vende chewing gum fuori da scuola, ma con siringhe e uno stipendio a sei cifre. La cosa triste è che, con quel business, il dottore avrebbe potuto pagare una clinica di disintossicazione per Perry e gli sarebbe ancora avanzato per un'auto nuova. Ma certo, l'etica non rientra nel piano pensionistico.