Il cambio artistico di Borderlands è costato cinquanta milioni a Take-Two

20 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

L'aspetto visivo di Borderlands, oggi immediatamente riconoscibile, quasi fu molto diverso. Secondo il CEO di Take-Two, Strauss Zelnick, il gioco originale presentava una tavolozza cupa tipica degli sparatutto di Xbox 360. Un dirigente sottolineò che quella direzione non differenziava il titolo, costringendo a una riprogettazione completa con cel-shading e un ritardo di oltre un anno.

Un'immagine divisa: a sinistra, uno sparatutto grigio scuro; a destra, Borderlands vibrante con cel-shading e colori neon.

Una riprogettazione che ritardò il lancio di un anno 🎨

Il cambiamento non fu cosmetico. Comportò rifare texture, illuminazione e modelli da zero per adottare il cel-shading, una tecnica che emula l'animazione 2D. Questo processo, unito alla necessità di regolare il motore grafico e riconvalidare le build, allungò lo sviluppo di oltre dodici mesi. Take-Two si fece carico di 50 milioni di dollari in costi aggiuntivi, una cifra che riflette il rischio di cambiare lo stile artistico in una fase avanzata di produzione.

50 milioni per non assomigliare a Gears of War 💰

Immagina un Borderlands grigio e polveroso, come qualsiasi sparatutto dell'epoca. Per fortuna, qualcuno con criterio disse basta. Take-Two pagò 50 milioni per farlo sembrare diverso da un clone di Gears of War con armi giocattolo. Ora, ogni volta che vedi quei colori vivaci e bordi neri, ricorda: sono il risultato di un dirigente che salvò lo studio da un look che oggi nessuno ricorderebbe.