Dying Light The Beast: il C-Engine stringe dove fa male

01 May 2026 Publicado | Traducido del español

Techland torna alla carica con Dying Light: The Beast, un capitolo che spreme il suo motore proprietario C-Engine fino al limite. Il gioco punta su un fotorealismo aggressivo, con illuminazione globale dinamica e ray tracing per riflessi e ombre. Gli ambienti si mostrano densi e dettagliati, uno scenario perfetto per far sudare l'hardware di turno.

Uno zombie illuminato da raggi di sole attraversa una foresta densa, con riflessi e ombre iperrealistiche del C-Engine.

Maya, ZBrush e Houdini: la santissima trinità del dettaglio 🎨

La modellazione è stata realizzata in Maya e ZBrush, mentre Substance Painter si occupa di dare texture che ingannano l'occhio. La ciliegina sulla torta la mette Houdini, generando geometria procedurale affinché gli scenari non sembrino usciti da un fondale di cartapesta. Il C-Engine gestisce tutte queste informazioni con un Ray Tracing che, invece di essere un semplice ornamento, piazza ombre e riflessi con una precisione che fa paura. Tutto questo, ovviamente, assumendo che la tua scheda grafica non si metta a piangere.

Il Ray Tracing ti mangia la RAM, ma che bello è 💀

Techland è riuscita a far sì che il C-Engine renderizzi fino all'ultima pozzanghera con un livello di dettaglio che fa vergognare i motori della concorrenza. Il problema è che, per godere di un tale spreco di pixel, avrai bisogno di una scheda grafica che vale più del tuo appartamento. Ma ehi, mentre il tuo portafoglio piange, almeno gli zombie saranno così realistici che vorrai invitarli a cena.