Digitalizzando le Tavolette di Tartaria: scrittura precedente a Sumeri

07 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Nel 1961, tre piccole tavolette d'argilla apparvero a Tărtăria, in Romania, scatenando un dibattito archeologico che perdura ancora oggi. I simboli incisi sulla loro superficie, datati al carbonio-14 intorno al 5300 a.C., potrebbero rappresentare la scrittura più antica conosciuta, superando di millenni quella sumera. Tuttavia, la loro estrema fragilità impedisce di manipolarle frequentemente, limitando lo studio diretto. È qui che l'archeologia digitale e la fotogrammetria offrono una soluzione rivoluzionaria per preservare e analizzare questo patrimonio senza rischi fisici.

Fotogrammetria 3D delle tavolette di Tărtăria che rivela simboli antichi su argilla millenaria

Fotogrammetria ad alta risoluzione per il patrimonio argilloso 🏺

Per digitalizzare le Tavolette di Tărtăria, si consiglia un flusso di lavoro con fotocamera DSLR di almeno 24 megapixel e un macro da 100 mm, combinato con illuminazione LED incrociata per evidenziare i solchi dei simboli. È necessario catturare tra 80 e 120 immagini per tavoletta, ruotando l'oggetto di 360 gradi con incrementi di 5 gradi e a due diverse altezze. L'elaborazione con software come Agisoft Metashape o RealityCapture consente di generare una nuvola di punti densa e una mesh texturizzata con risoluzione di 0,05 mm. Questo modello 3D risultante permette di esaminare ogni tratto da qualsiasi angolazione, misurando profondità di incisione fino a 0,3 mm, impossibili da apprezzare a occhio nudo. Inoltre, la riflettanza del materiale argilloso può essere filtrata per isolare eventuali pigmenti originali, se presenti, anche se in questo caso i segni sono semplici incisioni.

Collaborazione globale per decifrare il passato 🌍

Il vero valore di questa digitalizzazione non risiede solo nella conservazione, ma nella democratizzazione della conoscenza. Caricando i modelli 3D su repository aperti come Sketchfab o Zenodo, qualsiasi ricercatore nel mondo può scaricarli e applicare algoritmi di riconoscimento di pattern per confrontare questi simboli con scritture coeve della Mesopotamia o dei Balcani. Si potrebbe persino eseguire un'analisi dell'usura virtuale per simulare come i segni siano stati incisi con utensili in selce. Le Tavolette di Tărtăria, un tempo confinate in vetrine e fotografie, diventano così dati vivi che la comunità globale può interrogare, avvicinandoci a confermare se ci troviamo di fronte al primo sistema di scrittura dell'umanità.

Potrebbe la tecnologia di fotogrammetria 3D e l'analisi spettrale rivelare se i simboli delle tavolette di Tărtăria corrispondono a un sistema di scrittura primordiale non decifrato o a semplici segni decorativi, e come cambierebbe questo la nostra comprensione dell'origine della scrittura nella civiltà umana?

(PS: e ricorda: se non trovi un osso, puoi sempre modellarlo tu stesso)