Una recente antologia riporta alla luce l'opera di diciannove donne che parteciparono attivamente al movimento surrealista. Lungi dall'essere semplici muse o compagne, queste scrittrici svilupparono una voce propria e contribuirono all'espansione del surrealismo dall'Europa verso altri continenti. Il libro sfida la narrazione ufficiale che le aveva relegate nell'oblio.
L'algoritmo poetico: come l'IA rivela autrici nascoste negli archivi storici 🤖
Il processo di recupero di queste poetesse ha implicato tecniche di digitalizzazione e analisi dei metadati in archivi di riviste e manifesti della prima metà del XX secolo. Attraverso strumenti di riconoscimento del testo e data mining, i ricercatori hanno identificato firme, pseudonimi e collaborazioni che erano state ignorate dalla critica tradizionale. Questo approccio tecnologico ha permesso di incrociare riferimenti tra pubblicazioni di Parigi, Città del Messico e Il Cairo, tracciando una rete di influenza che collega autrici come Leonora Carrington, Unica Zürn e Gisèle Prassinos.
Muse, anzi: il software che rileva scuse patriarcali nei manoscritti 🔍
Scopriamo che per decenni bastava mettere una nota a margine dicendo questo l'ha scritto un'amica perché il testo cadesse nell'oblio. Ora, un algoritmo di elaborazione del linguaggio naturale ha analizzato queste annotazioni e ha scoperto che la parola musa appariva proprio prima di cancellare le autorialità femminili. Il sistema, battezzato Rivelatore di Scuse Storiche, ha anche trovato una correlazione tra le tazze di caffè che i critici bevevano e la loro tendenza a scrivere questo è troppo bello per essere di una donna.