Ask Jeeves chiude dopo venticinque anni: la fine di un pioniere delle domande

04 May 2026 Publicado | Traducido del español

Il 1° maggio 2026, Ask.com, il servizio nato come Ask Jeeves nel 1996, ha spento i suoi server. Il suo proprietario, la holding IAC, ha deciso di cessare le operazioni per concentrarsi su attività prioritarie. Per un quarto di secolo, questo motore di ricerca si è distinto per la capacità di comprendere domande in linguaggio naturale, un'idea in anticipo sui tempi che lo rende un precursore degli attuali chatbot.

Un maggiordomo digitale che spegne un server, con domande che fluttuano come ricordi su un monitor vintage.

Linguaggio naturale: il seme tecnico dei chatbot moderni 🤖

Ask Jeeves elaborava domande scritte come le farebbe una persona, utilizzando un sistema di analisi sintattica e semantica rudimentale per l'epoca. Il suo database indicizzava risposte curate, non solo collegamenti. Questo approccio, sebbene limitato dall'hardware e dagli algoritmi degli anni '90, ha gettato le basi per assistenti come Siri o ChatGPT. La differenza chiave: Ask Jeeves non imparava in tempo reale né generava testo, ma cercava corrispondenze nel suo repository. Un passo tecnico modesto, ma significativo.

E ora, chi ci risponde con un maggiordomo virtuale? 🧐

L'ironia è che Ask Jeeves è morto proprio quando il mondo si riempie di chatbot che promettono di rispondere a qualsiasi cosa. Per anni, il suo maggiordomo con la cravatta rossa è stato il meme delle domande assurde: dov'è Wally? o come conquistare il mondo? Ora, IAC lo mette in pensione senza liquidazione. Almeno, i nostalgici possono consolarsi: se chiedi a ChatGPT di Ask Jeeves, ti dirà che è stato un pioniere. E non chiederà una commissione per la nostalgia.