Cuba ha ricevuto 15.000 tonnellate di riso donate dalla Cina, la prima spedizione delle 60.000 promesse per mitigare la carenza alimentare. La crisi si aggrava per la fine del petrolio venezuelano, con blackout fino a 22 ore all'Avana che colpiscono il 64% del territorio. L'isola necessita di 100.000 barili al giorno, ma ne produce solo 40.000.
Tecnologia obsoleta e un sistema elettrico collassato ⚡
La crisi energetica cubana non è solo di carburante; le centrali termiche, con decenni di anzianità, operano al 30% della loro capacità. La mancanza di investimenti e l'embargo statunitense impediscono di importare pezzi di ricambio e pannelli solari. Per rivitalizzare il sistema sono necessari tra 8.000 e 10.000 miliardi di dollari, una cifra impossibile senza finanziamenti esterni. Ogni blackout obbliga a riavviare apparecchiature sensibili, accorciandone la vita utile.
Innovazione creola: come cucinare il riso senza elettricità 🍚
Di fronte alla mancanza di luce, i cubani hanno riscoperto il fornello a legna e le stufe a carbone, proprio mentre arriva il riso cinese. Il paradosso è perfetto: ricevi grano per nutrirti, ma non puoi cucinarlo perché il petrolio scarseggia e la rete elettrica collassa. Almeno, il riso non ha bisogno di frigorifero, anche se bollirlo alle 3 del mattino, quando torna la luce, è diventato uno sport nazionale.