Hanno spento il nucleare e sono tornati al carbone: la lezione imparata

09 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Dopo la chiusura di diverse centrali nucleari a causa di pressioni politiche o sociali, paesi come Germania e Giappone hanno affrontato un problema prevedibile: la generazione di elettricità non era sufficiente. La soluzione di emergenza è stata quella di riaprire centrali a carbone, la fonte più inquinante. Un movimento che molti definiscono come un passo indietro nella lotta climatica.

Una centrale nucleare silenziosa e oscura sullo sfondo, mentre in primo piano fumano spesse ciminiere di carbone sotto un cielo grigio.

Il dilemma tecnico: rinnovabili intermittenti vs. base stabile ⚡

La transizione energetica richiede fonti di carico di base, cosa che il nucleare fornisce con elevata disponibilità. Ritirando queste centrali senza un accumulo massivo di energia (batterie su scala di rete), la rete diventa dipendente dal gas o dal carbone per coprire i picchi. La tecnologia delle batterie avanza, ma non sostituisce ancora la produzione costante di un reattore nucleare da 1 GW funzionante 24/7.

Il piano maestro: chiudere il pulito per aprire lo sporco 😅

La strategia è stata brillante: chiudere centrali nucleari che non emettevano CO2 per poi bruciare carbone, che invece lo fa. È come lasciare l'auto elettrica a casa per andare al lavoro con un diesel perché il distributore di fronte ha un caffè migliore. Efficienza energetica a livello esperto: inquinare di più per risolvere un problema che non esisteva.