Il showrunner della serie animata di Devil May Cry, Adi Shankar, ha lanciato un avvertimento diretto all'industria. Secondo le sue dichiarazioni, la maggior parte degli annunci di adattamenti di videogiochi che vediamo oggi finiranno nel cestino o saranno un prodotto imbarazzante. La sua diagnosi è chiara: il problema non è il materiale originale, ma chi prende le decisioni creative.
La chiave tecnica è nel controllo creativo dello sviluppatore originale 🎮
Shankar sostiene che il fattore determinante affinché un adattamento funzioni è che il creatore originale del videogioco guidi il progetto. Senza la sua visione, gli studi cinematografici e televisivi tendono a snaturare l'essenza del prodotto. Questo spiega perché titoli come The Last of Us o Arcane funzionano: i loro team creativi erano presenti in ogni fase dello sviluppo. Al contrario, i progetti in cui lo studio licenziatario impone il proprio criterio tendono a sfociare in prodotti generici che non connettono con la base di giocatori.
Spoiler: lo studio che ha comprato i diritti non ti chiederà un parere 🚨
Insomma, ciò che molti temevano si conferma: lo studio che paga un mucchio di soldi per i diritti di solito crede di saperne più di chi ha progettato il gioco. È come se comprassi una chitarra e all'improvviso ti credessi Jimi Hendrix. Shankar lo dice chiaro: se non c'è rispetto per la fonte originale, il risultato sarà un Frankenstein che né i fan né il pubblico generale vorranno vedere. E nel frattempo, continueremo ad aspettare quell'adattamento di cui tutti parlano ma che nessuno osa fare bene.