La NASA testa con successo un meccanismo di dispiegamento stampato in 3D in orbita

Pubblicato il 19 March 2026 | Tradotto dallo spagnolo

La NASA ha validato nello spazio un nuovo concetto per hardware satellitare. A bordo del satellite Mercury One, è stato attivato il JPL Additive Compliant Canister (JACC), un meccanismo di dispiegamento fabbricato con stampa 3D. Questa prova in orbita terrestre bassa conferma che la fabbricazione additiva può semplificare i design e ridurre i costi nei componenti spaziali, un avanzamento per future missioni.

Un braccio di titanio impreso en 3D se despliega lentamente desde un satélite en la oscuridad del espacio, con la Tierra brillando al fondo.

Design e validazione del JACC nell'ambiente spaziale 🛰️

Il dispositivo JACC, sviluppato nel Jet Propulsion Laboratory, è un contenitore compatto che accoglie e dispiega strutture come antenne. Il suo design utilizza la flessibilità intrinseca del materiale stampato per creare meccanismi senza assemblaggi complessi. L'attivazione del 3 febbraio ha dimostrato la sua affidabilità nel vuoto e con temperature estreme. Questo approccio riduce il numero di pezzi e i passaggi di montaggio, traducendosi in hardware più leggero e con meno punti di guasto.

Dal letto caldo al vuoto freddo: la stampante che è arrivata nello spazio 🚀

Sembra che la stessa tecnologia che usiamo per stampare portachiavi e pezzi di scacchi ora sia approvata per lo spazio. Mancava solo che il meccanismo si inceppasse e mostrasse un messaggio di errore di livellamento del letto a 400 km di altezza. Scherzi a parte, è un risultato notevole vedere come un processo così terrestre e a volte capriccioso superi le prove più dure. Chi l'avrebbe detto che il fai da te sarebbe finito per diventare fai per la NASA.