ASUS ha lanciato in Russia i suoi nuovi portatili professionali ProArt PX13 e ProArt P16, con prezzi che si aggirano intorno ai 300.000 rubli. Orientati al creatore esigente, promettono di portare la produttività a un altro livello. Ma, sono davvero all'altezza delle richieste di un artista 3D o di un tecnico VFX? Analizziamo le loro specifiche chiave per determinare se sono contendenti seri nel nicchio delle stazioni di lavoro mobili.
Specifiche tecniche focalizzate sul flusso di lavoro creativo 🔍
Il ProArt P16 si presenta come l'opzione più potente per 3D, con una combinazione interessante: il nuovo processore AMD Ryzen AI 9 HX 370 e una GPU Nvidia GeForce RTX 5060 con 8 GB. Questa grafica, della serie RTX 50, dovrebbe offrire prestazioni solide in viewport e rendering GPU in applicazioni come Blender, Maya o Unreal Engine. I 32 GB di RAM sono il minimo raccomandato oggi per scene complesse, e l'SSD da 2 TB è azzeccato. Il PX13, con il suo Ryzen AI Max+ 395 e 64 GB di RAM, è una bestia del multitasking e rendering CPU, ma la mancanza di grafica discreta lo limita per simulazioni e rendering GPU, risultando adatto per modellazione e compiti 2D/3D meno esigenti.
Valore e posizione sul mercato mobile professionale 💼
La domanda chiave è la sua competitività. Per il suo prezzo, il P16 compete con portatili gaming di fascia alta e altre workstation mobili. La RTX 5060 è un punto da verificare, poiché deve superare chiaramente una RTX 4070 mobile per giustificare l'investimento. Il grande vantaggio è il suo schermo OLED 3K calibrato di fabbrica. In conclusione, il P16 è una proposta interessante per l'artista 3D mobile che dà priorità allo schermo e a un equilibrio CPU/GPU moderno, mentre il PX13 è più di nicchia per chi ha bisogno di RAM e CPU massime senza tante pretese grafiche.
Giustificano davvero i nuovi Asus ProArt PX13 e P16 il loro alto prezzo per artisti e professionisti del 3D mobile rispetto ad altre stazioni di lavoro portatili sul mercato?
(PD: La tua CPU si scalda più di il dibattito tra Blender e Maya)