Il capo della Williams, James Vowles, si è messo al lavoro e ha ingaggiato Piers Thynne, un ingegnere che è stato fondamentale per il successo della McLaren. Il motivo è chiaro: il suo team impiega un'eternità per trasformare le idee dal computer alla pista. Mentre i campioni volano, loro sono ancora bloccati in officina. Per i tifosi, questo significa che la Williams cerca di smettere di essere la coda della classifica dell'innovazione e di avvicinarsi ai vertici.
Il collo di bottiglia che frena la Williams in pista 🏎️
Il problema non sono le idee, ma la velocità di esecuzione. La Williams accumula ritardi nel flusso di lavoro tra la progettazione CAD e la produzione dei pezzi. Thynne, che in McLaren ha ottimizzato questi processi per accorciare i tempi, arriva per implementare metodologie più agili. L'obiettivo è ridurre il tempo che intercorre tra la nascita di un concetto sul tavolo da disegno e la sua realizzazione in macchina. Vowles sa che senza questa efficienza, continueranno a vedere la scia della Red Bull e della Ferrari da lontano.
Il segreto sta nel non fare il pisolino in officina ⏰
Magari l'ingaggio di Thynne includesse un cronometro per i caffè del team. Perché se alla Williams ci mettono più tempo a passare da un'idea alla realtà che un lunedì a tornare al lavoro, qualcosa non quadra. Ora resta da vedere se il nuovo guru riuscirà a far sì che gli ingegneri non si addormentino sugli allori o, peggio ancora, che non confondano la galleria del vento con una sauna. La F1 non perdona, e meno che mai il pisolino.