Focolari di Homo erectus in Sudafrica ricostruiti in 3D

01 June 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Un equipo di archeologi spagnoli ha localizzato nella grotta di Wonderwerk, in Sudafrica, le prove più antiche dell'uso controllato del fuoco da parte dell'Homo erectus, datate a 1,8 milioni di anni fa. La scoperta non solo riscrive la cronologia del dominio del fuoco, ma è stata documentata con tecniche digitali all'avanguardia per preservare ogni dettaglio del sito prima del suo deterioramento naturale.

Ricostruzione digitale 3D di un focolare di Homo erectus nella grotta Wonderwerk, Sudafrica, con resti carbonizzati e sedimenti

Fotogrammetria e modellazione del focolare preistorico 🔥

Per registrare la disposizione esatta delle ceneri e dei resti carbonizzati, i ricercatori hanno applicato la fotogrammetria ad alta risoluzione, generando una nuvola di punti tridimensionale dello strato archeologico. Con questo modello, è stato possibile ricostruire virtualmente la morfologia dei focolari e simulare il flusso di fumo all'interno della grotta. L'analisi digitale ha confermato che gli ominidi non accendevano il fuoco, ma lo raccoglievano da incendi naturali e lo mantenevano vivo in focolari circolari, creando microclimi all'interno del riparo roccioso. La mesh 3D risultante permette ora ad altri team di effettuare misurazioni senza toccare il fragile sedimento originale.

Archeologia digitale per comprendere il controllo del fuoco 🏺

Questo caso dimostra come la modellazione 3D non serva solo per la divulgazione, ma come strumento analitico essenziale. La simulazione spaziale dei focolari ha rivelato modelli di occupazione stagionale e zone di attività intorno al calore. Confrontando con altre grotte africane digitalizzate, si osserva un'evoluzione nella gestione del fuoco. La tecnologia oggi permette di preservare virtualmente un patrimonio che l'erosione minaccia, offrendo alle future generazioni una finestra esatta sui primi focolari dell'umanità.

Come si affronta la sfida tecnica di ricostruire in 3D la struttura e la dispersione dei focolari di Homo erectus nella grotta di Wonderwerk a partire da evidenze archeologiche così antiche e frammentate

(PS: Se scavi in un sito e trovi una chiavetta USB, non collegarla: potrebbe essere malware dei romani.)