Amazon annuncia 10 miliardi di euro in Europa e 25.000 nuovi posti di lavoro. Sembra progresso condiviso: robot per i lavori pesanti, corsi tecnologici per i lavoratori. Ma la lettera minuscola rivela che quei robot non prendono stipendio, non chiedono ferie né si sindacalizzano. I posti di lavoro saranno più tecnologici, ma anche più controllati, misurati e precari. La formazione non è beneficenza, è un investimento affinché il lavoratore renda di più senza guadagnare di più.
La condizionalità che nessuno esige dalle grandi aziende tecnologiche 🤖
Il problema non è che Amazon investa, ma che nessuno investe nel contrario: ridurre la dipendenza da queste piattaforme, rafforzare il commercio locale o garantire diritti digitali. I soldi di Amazon sono benvenuti, ma la condizionalità non viene mai richiesta. Per questo gli investimenti milionari finiscono per essere pubblici nei titoli e privati nei profitti. I 25.000 posti di lavoro andranno bene, ma bisognerà vedere quanto durano, quanto pagano e quanto costa perderli quando Amazon deciderà che i robot fanno già tutto.
Corso gratuito di Amazon: impara a essere sostituibile in 3 mesi 🛠️
Amazon ti offre corsi di tecnologia per riqualificarti. Che generosità. Certo, poi ti metteranno a sorvegliare i robot che fanno il tuo vecchio lavoro. La formazione è il nuovo caffè per tutti: ti tiene sveglio mentre ti preparano il licenziamento. E attenzione, potrebbero anche promuoverti: da operaio di magazzino a supervisore del tuo stesso sostituto. Certo, senza indennità notturna né possibilità di sindacato. Progresso condiviso, appunto.