Werwulf: il nuovo terrore di Eggers arriva a dicembre senza filtri né colore

02 July 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Robert Eggers torna alla carica dopo il successo di Nosferatu. La sua nuova scommessa, Werwulf, uscirà a dicembre e ci trasporta nell'Inghilterra del XIII secolo. Un contadino maledetto si trasforma in un mostro, ma non aspettatevi un lupo mannaro classico. Il film punta su colori freddi e ombre dense per generare disagio, rinunciando al bianco e nero. Un'esperienza horror che promette di essere originale e inquietante per i fan del genere.

villaggio inglese medievale al crepuscolo, contadino del XIII secolo in piena trasformazione, colonna vertebrale contorta che si allunga sotto la tunica lacera, mani che si spezzano in artigli, fitta nebbia che si diffonde sul terreno fangoso, illuminazione fredda grigio-blu che proietta lunghe ombre, nessuna tonalità calda, capanne con tetto di paglia sullo sfondo sfocato, forcone di legno nel fango, visualizzazione horror cinematografica fotorealistica, texture della pelle iperdettagliata che mostra la pelliccia che fuoriesce dai pori, prospettiva drammatica dal basso, particelle di nebbia atmosferica, messa a fuoco nitidissima sulle dita contorte, sagoma scura della bestia che emerge, nessun testo o numero nell'inquadratura

Il trucco visivo: ombre dense e una tavolozza gelida 🎥

Eggers evita il bianco e nero, ma la sua scommessa cromatica è altrettanto aggressiva. Il film utilizza una gamma di blu, grigi e neri profondi che riducono la saturazione al minimo. Le ombre non solo nascondono, ma modellano la trasformazione del protagonista. L'illuminazione, quasi sempre laterale e dura, crea texture ruvide sui volti e nel paesaggio. Il regista ha lavorato con la stessa squadra di fotografia di Nosferatu per far sì che ogni inquadratura trasmetta una sensazione di freddo e claustrofobia medievale.

Il lupo cattivo del XIII secolo che non chiede un abbraccio 🐺

Se speravi in un licantropo sensibile con problemi di autostima, meglio cercare un altro film. Qui il contadino maledetto non ha tempo per monologhi: si trasforma e basta. Certo, l'ambientazione è così opprimente che anche lo spettatore vorrà mettersi un cappotto. La cosa più divertente è che, con tutto quel grigio e quell'ombra, forse la paura più grande sarà non distinguere se ciò che si muove è il mostro o un mobile dell'epoca.