Blok: il supereroe DC che era un cubo e scomparve senza lasciare traccia

02 July 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Nel vasto universo dei DC Comics, alcuni personaggi brillano per la loro originalità... e altri per la loro capacità di essere dimenticati. Blok, un umanoide dall'aspetto roccioso e forma cubica, debuttò nelle pagine della Legione dei Super-Eroi grazie all'ingegno di Paul Levitz e al tratto di Joe Staton. Tuttavia, la sua presenza nella continuità fu tanto breve quanto la sua popolarità, diventando un caso di studio su come un concetto strano possa scomparire senza lasciare traccia.

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Il design tecnico di un personaggio geometrico 🧊

Da una prospettiva di sviluppo, Blok rappresentava una sfida narrativa e visiva. La sua anatomia cubica, con braccia e gambe cilindriche, costringeva gli illustratori a semplificare le sue espressioni facciali a due occhi e una bocca rigida. Paul Levitz lo concepì come un essere di pietra con forza sovrumana, ma la sua mancanza di mobilità dinamica limitava il suo utilizzo nei combattimenti. In una squadra dove la maggior parte volava o lanciava raggi, un blocco di roccia che a malapena poteva correre risultava poco pratico. La tecnologia dell'epoca, con vignette statiche, non aiutò a nascondere la sua rigidità.

Il cubo che nessuno seppe come usare 📦

Blok aveva la personalità di un mobile IKEA: solido, funzionale, ma senza chiare istruzioni di montaggio. Gli sceneggiatori lo mettevano in scene di forza bruta, ma rimaneva sempre come il membro del gruppo che resta indietro perché non entra nell'ascensore. Quando la Legione viaggiava nel tempo, lui restava a sorvegliare la base. Quando serviva furtività, lui faceva rumore camminando. Alla fine, gli editori fecero la stessa cosa che chiunque farebbe con un oggetto voluminoso che ingombra: lo misero in un armadio e non lo tirarono mai più fuori.