Uno studio sui topi collega estrogeno, intestino e batteri al dolore addominale cronico

Pubblicato il 15 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración científica que muestra un diagrama del eje intestino-cerebro, con moléculas de estrógeno interactuando con células inmunitarias (neutrófilos) en el revestimiento intestinal, bacterias como Lactobacillus reuteri y nervios sensoriales que envían señales de dolor al cerebro.

Uno studio sui topi collega estrogeno, intestino e batteri al dolore addominale cronico

Una nuova ricerca con modelli animali rivela un meccanismo biologico precedentemente sconosciuto che potrebbe chiarire la maggiore prevalenza di dolore addominale cronico nelle donne. Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, identifica come gli ormoni sessuali femminili possono innescare una catena di eventi che termina amplificando i segnali di dolore dall'intestino 🧬.

Il circuito ormonale che collega l'estrogeno al dolore viscerale

Gli scienziati hanno scoperto che l'estrogeno agisce come un interruttore chiave in questo processo. Livelli elevati di questo ormone modulano l'attività dei neutrofili, un tipo di cellula difensiva situata nella mucosa intestinale. Ricevendo il segnale ormonale, queste cellule rilasciano grandi quantità di un enzima chiamato mieloperossidasi.

La cascata biochimica innescata:
  • La mieloperossidasi ossida il triptofano, un aminoacido essenziale proveniente dalla dieta, all'interno dell'ambiente intestinale.
  • Questa reazione chimica genera metaboliti specifici che servono come alimento per determinate ceppi batterici.
  • Batteri come lo Lactobacillus reuteri utilizzano questi composti per proliferare, alterando l'equilibrio della microbiota intestinale.
Questo asse estrogeno-immunità-microbiota rappresenta un legame diretto tra gli ormoni e i disturbi funzionali digestivi che predominano nelle donne.

Dalla disbiosi alla percezione aumentata del dolore

Il cambiamento nella popolazione batterica non è un fatto isolato. L'aumento di batteri come L. reuteri porta alla produzione di più molecole che agiscono come segnali chimici. Queste molecole stimolano direttamente e costantemente le terminazioni nervose sensoriali incorporate nella parete dell'intestino.

Conseguenze dell'attivazione nervosa persistente:
  • I neuroni inviano impulsi di dolore più intensi e frequenti verso il cervello.
  • Ciò si traduce in un'ipersensibilità viscerale, dove stimoli normalmente innocui vengono percepiti come dolorosi.
  • I ricercatori hanno confermato il meccanismo bloccando l'enzima mieloperossidasi o modificando la dieta, riducendo la crescita batterica e alleviando il dolore nei topi.

Implicazioni per comprendere disturbi come la sindrome dell'intestino irritabile

Questa scoperta fornisce una spiegazione meccanicistica solida del perché affezioni come la sindrome dell'intestino irritabile (SII) colpiscono sproporzionatamente le donne. Suggerisce che le fluttuazioni ormonali naturali possono, attraverso questo asse, modificare la sensibilità al dolore addominale. La scienza ora indica che i batteri intestinali, nutriti da segnali ormonali, possono essere dietro a quei disturbi digestivi ricorrenti 🔬.