Un team indaga sulle onde gravitazionali con dati di un pulsar

Pubblicato il 17 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Representación artística de ondas gravitacionales distorsionando el espacio-tiempo cerca de un púlsar, con gráficos superpuestos de datos de cronometría.

Un team investiga onde gravitazionali con dati di un pulsar

Un gruppo di scienziati pubblica i risultati di una ricerca incentrata sulla rilevazione di onde gravitazionali provenienti da fonti individuali. Per farlo, hanno utilizzato osservazioni ad alta cadenza del pulsar J1909-3744, che fanno parte del secondo rilascio di dati della Collaborazione Internazionale di Cronometraggio dei Pulsar (IPTA). 🔭

La campagna di osservazione e l'elaborazione dei dati

Il periodo di osservazione intensiva si è esteso da luglio 2010 a novembre 2012. I dati sono stati raccolti utilizzando tre radiotelescopi distinti: quello di Nançay, quello di Parkes e il Green Bank. Osservare a multiple frequenze radio è stato chiave per correggere con grande precisione gli effetti della misura di dispersione e le sue variazioni. Dopo aver applicato queste correzioni, i residui di cronometraggio hanno mostrato un componente di rumore periodico non modellato con un'ampiezza di 340 nanosecondi.

Dettagli chiave della metodologia:
La presenza di un rumore periodico non modellato sottolinea la complessità di estrarre segnali estremamente sottili dallo sfondo in esperimenti di altissima precisione.

Limiti superiori per la deformazione dello spazio-tempo

L'analisi ha prodotto limiti superiori per la deformazione che causerebbero le onde gravitazionali da fonti singole. Per posizioni medie nel cielo, la deformazione deve essere inferiore a 1.9 × 10⁻¹⁴ a 71 nanoherz e a 2.3 × 10⁻¹³ a 1 microherz. Se la fonte si localizza in una posizione ottimale, questi limiti migliorano significativamente, riducendosi a 6.2 × 10⁻¹⁵ e 8.9 × 10⁻¹⁴ alle stesse frequenze, rispettivamente. Questi nuovi limiti sono approssimativamente 1.52 volte più stretti rispetto a quelli pubblicati in precedenza dal team di Perera et al. con dati della Collaborazione Europea di Cronometraggio dei Pulsar (EPTA). 📉

Risultati quantitativi della deformazione:

Significato del rumore periodico rilevato

Trovare un rumore periodico non modellato nei residui, dopo aver corretto tutti gli effetti noti, costituisce un risultato rilevante. La sua ampiezza di 340 nanosecondi è un dato cruciale

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