Secondo test clinico di un'interfaccia cervello-computer invasiva

Pubblicato il 16 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración conceptual de un cerebro humano con un implante de microelectrodos conectado de forma inalámbrica a un brazo robótico y un teclado virtual en una pantalla, simbolizando el control directo con la mente.

Secondo ensayo clinico di una interfaccia cervello-computer invasiva

La neurotecnologia avanza con un secondo ensayo clinico che testa un sistema invasivo affinché le persone con lesioni al midollo spinale possano recuperare funzioni motorie. Questo approccio utilizza microelettrodi impiantati direttamente nel cervello per captare e decodificare l'attività neuronale. 🧠

Come funziona il sistema di interfaccia neurale?

Il nucleo di questa tecnologia è una interfaccia cervello-computer (BCI) impiantabile. I microelettrodi registrano i segnali elettrici che il cervello genera quando una persona pensa di muovere un braccio o una mano. Un piccolo dispositivo elabora questi segnali in modo wireless e, mediante algoritmi di apprendimento automatico, li traduce in comandi digitali. Questi comandi possono dirigere un braccio robotico, un cursore sullo schermo o una tastiera virtuale.

Componenti chiave dell'impianto:
  • Matrice di microelettrodi: Si impianta nella corteccia motoria per captare l'intenzione di movimento con alta precisione.
  • Unità di elaborazione neuronale: Decodifica i segnali in tempo reale e li invia in modo wireless a un ricevitore esterno.
  • Software di apprendimento automatico: Impara i pattern neuronali unici di ciascun utente e ottimizza la traduzione in comandi.
I risultati preliminari indicano che i pazienti possono imparare a usare il sistema e che mantengono un livello di controllo preciso per settimane.

Obiettivi e risultati dell'ensayo clinico

Questo studio non solo testa se il sistema funziona, ma si concentra sulla valutazione della sua fattibilità a lungo termine. I ricercatori monitorano come risponde il tessuto cerebrale all'impianto durante un anno completo, osservando la stabilità del dispositivo e la qualità del segnale neuronale nel tempo. Misurano anche quanto bene i partecipanti possano controllare dispositivi di assistenza in compiti che simulano la vita quotidiana.

Metrics principali valutate:
  • Stabilità biologica: Come reagisce e si adatta il tessuto cerebrale intorno agli elettrodi impiantati.
  • Durabilità del segnale: Se la qualità della decodifica neuronale si mantiene o si degrada con il passare dei mesi.
  • Consistenza del controllo: La capacità degli utenti di eseguire compiti in modo affidabile e ripetuto.

Il futuro dell'autonomia recuperata

I progressi avvicinano la possibilità reale che persone con paralisi grave recuperino certa autonomia, come comunicare o manipolare oggetti. Tuttavia, gli scienziati sottolineano che si tratta di una tecnologia sperimentale. L'idea di controllare un esoscheletro con la mente smette di essere solo fantascienza, sebbene il cammino verso applicazioni cliniche generalizzate richieda ancora di superare importanti sfide di ingegneria e biologia. 🔬