Scoprono che le rocce marine generano ossigeno senza luce in zona di estrazione mineraria

Pubblicato il 26 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración conceptual que muestra una sección del fondo marino en la zona Clarion-Clipperton, con nódulos polimetálicos y grietas en las rocas de las que emanan burbujas de oxígeno en la oscuridad abisal.

Scoprono che le rocce marine generano ossigeno senza luce in zona di miniera

Un gruppo di ricercatori ha identificato un fenomeno geo-chimico sorprendente nelle profondità del Pacifico. Nella regione nota come Clarion-Clipperton, famosa per i suoi depositi di nódulos polimetálicos, le rocce del fondale marino possono creare ossigeno senza l'intervento della luce solare né di organismi viventi. Questa scoperta ridefinisce ciò che sappiamo sulla chimica negli abissi oceanici 🌊.

Il processo chimico dell'"ossigeno oscuro"

La chiave risiede nella frantumazione di minerali come l'olivina e il basalto. Quando queste rocce si rompono, le loro superfici appena esposte reagiscono con l'acqua marina. Questa interazione catalizza la scissione delle molecole di H₂O, generando prima perossido di idrogeno che poi si decompone per liberare ossigeno molecolare. Questo meccanismo, ora denominato ossigeno oscuro, dimostra che la geo-chimica del fondale può modificare drasticamente la composizione dell'acqua che lo circonda.

Conseguenze immediate della scoperta:
  • L'ossigeno di origine abiotica potrebbe influenzare direttamente i cicli biogeochimici locali.
  • Le comunità di microbi che abitano queste zone, adattate ad ambienti con poco ossigeno, vedrebbero alterato il loro entorno.
  • Si conferma che processi puramente minerali possono essere una fonte di ossigeno nel buio perpetuo.
L'attività mineraria frantuma vaste estensioni di roccia, il che potrebbe liberare quantità sostanziali di questo ossigeno oscuro.

Ripercussioni per l'estrazione in acque profonde

Questa scoperta getta nuova luce sui possibili effetti ambientali dell'estrazione di minerali dall'oceano profondo. Le operazioni minerarie implicano necessariamente la frantumazione di ampie aree di substrato roccioso, un processo che ora sappiamo può innescare la produzione di questo ossigeno oscuro su larga scala.

Punti critici da valutare:
  • Gli ecosistemi abissali dipendono da condizioni stabili e bassi livelli di ossigeno; una liberazione massiccia potrebbe destabilizzarli.
  • È cruciale comprendere questo processo in dettaglio per poter valutare i rischi reali della minería sottomarina.
  • I risultati devono servire per progettare regolamentazioni che proteggano questi habitat fragili da impatti imprevisti.

Un nuovo fattore nell'equazione oceanica

Mentre l'industria cerca i preziosi nódulos polimetálicos, le rocce del fondale marino portano avanti la loro reazione chimica. Questo ossigeno oscuro rappresenta una variabile inaspettata che cambia le regole del gioco nelle profondità. Comprendere questa interazione tra geologia e chimica marina è un passo essenziale per misurare il vero costo di alterare il fondale oceanico 🔬.