
Robert Custer ridefinisce il gioco patologico come un'addiction medica
Durante il decennio degli anni '70, lo psichiatra Robert Custer osservò un pattern di comportamento disruptivo in alcuni pazienti. Percependo che la loro incapacità di smettere di giocare andava oltre un semplice hábito, generando conseguenze devastanti. Custer propose che questo comportamento compulsivo assomigliasse a un'addiction chimica, un cambio di paradigma che trasformò il modo in cui la psichiatria classifica questo disturbo. 🧠
Dal vizio morale alla malattia diagnosticabile
Prima del lavoro di Custer, la visione predominante incolpava un defetto di carattere o una mancanza di forza di volontà. Egli argomentò che esisteva una condizione medica specifica, che denominò gioco compulsivo. Questo approccio permise di creare criteri diagnostici oggettivi, ponendo le basi per l'inclusione del disturbo nel manuale DSM-III come "gioco patologico".
Le tre fasi del modello di Custer:- Fase di guadagno: L'individuo sperimenta vittorie che rinforzano il comportamento.
- Fase di perdita: Iniziano le sconfitte, ma la persona gioca per recuperare quanto perso.
- Fase di disperazione: Il comportamento si accelera per pagare i debiti, portando alla rovina personale.
Classificando il gioco come un'addiction, si possono applicare terapie simili a quelle usate con l'alcolismo.
Un'eredità che perdura nell'era digitale
La prospettiva clinica di Custer aprì la strada a trattamenti strutturati. Equiparante il gioco patologico ad altre addiction, si validò l'uso di gruppi di supporto e si giustificò l'indagine sulle sue cause biologiche. Il suo quadro concettuale risulta cruciale oggi per comprendere le meccaniche addictive nei videogiochi e nelle scommesse online.
Impatto sul trattamento moderno:- Permette di usare terapie comportamentali e gruppi in dodici passi.
- Favorisce l'indagine sulle basi neurobiologiche dell'addiction.
- Fornisce un modello per identificare comportamenti a rischio in nuovi formati digitali.
Visione pionieristica per un problema contemporaneo
Il lavoro fondazionale di Robert Custer cambiò per sempre l'approccio al gioco problematico. Decenni prima delle loot boxes e delle scommesse online, il suo modello descriveva già il ciclo dell'addiction comportamentale. La sua eredità dimostra che riconoscere quando il gioco smette di essere divertimento è il primo passo per trattarlo come la vera malattia che è. ⚕️