Resident Evil Requiem affronta il dilemma tra terrore puro e azione sfrenata

Pubblicato il 13 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Imagen del tráiler de Resident Evil Requiem mostrando un pasillo oscuro en Raccoon City con iluminación tenue y detalles ambientales creados con Unreal Engine 5.

Resident Evil Requiem o come Capcom gioca a yo-yo con il terrore

Capcom ci presenta Resident Evil Requiem con un trailer che sembra un Rorschach digitale: i fan del survival horror vedono tensione claustrofobica, mentre gli amanti dell'azione vedono Leon Kennedy preparare un'altra tornata di colpi alla testa 🎯. La nona puntata principale della saga promette nostalgia con il ritorno a Raccoon City, anche se alcuni temono che questo significhi tornare agli eccessi d'azione che quasi hanno trasformato la franquicia in uno shooter con mostri.

La eterna battaglia identitaria di Resident Evil

Il trailer mostra la schizofrenia creativa che definisce la saga:

"Resident Evil è come quell'amico che alterna tra guardare film di Bergman e Marvel, e non decidi mai quale versione ti toccherà oggi"

Il dilemma tecnico dietro il terrore

Dal punto di vista della produzione, il trailer suggerisce un dispiegamento tecnico impressionante:

La fotogrammetria e le texture scannerizzate promettono un realismo che, ironicamente, potrebbe togliere paura all'horror 🧟. Perché diciamocelo, chi non ha visto uno zombie così dettagliato che finisce per sembrare più un esercizio di anatomia che una minaccia?

Leon Kennedy: l'elefante nella stanza piena di zombi

Il possibile ritorno dell'agente Kennedy genera sentimenti contrastanti:

In fondo, ciò che fa più paura non sono gli zombi, ma la possibilità che Capcom dimentichi cosa ha reso grande la saga: corridoi stretti, risorse limitate e quella bellissima sensazione di vulnerabilità che nessun shader di Unreal Engine può replicare. Forse dovremmo iniziare a modellare il nostro survival horror in Blender... anche se probabilmente finirebbe per essere un altro battle royale con skin di zombi. 💀