L'Unione Europea obbliga a sradicare ulivi per controllare il mercato

Pubblicato il 13 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Un tractor arrancando olivos adultos en un campo soleado, con montones de árboles caídos en primer plano, ilustrando el impacto de las políticas de control de excedentes.

L'Unione Europea obbliga a sradicare ulivi per controllare il mercato

Per evitare che il prezzo dell'olio d'oliva crolli, l'Unione Europea ha implementato un sistema che obbliga gli agricoltori a ridurre la loro capacità produttiva. Questo meccanismo, che include lo sradicamento degli alberi e l'istituzione di tetti di raccolto, genera una forte controversia per i suoi effetti sociali ed economici nelle zone rurali. 🌍

Il funzionamento delle misure di intervento

Queste norme si inquadrano nella Politica Agricola Comune (PAC). Il loro obiettivo principale è bilanciare l'offerta e la domanda. Quando si rileva un rischio di surplus, si attivano strumenti come il pagamento di premi a chi rimuove gli uliveti o l'imposizione di limiti rigorosi su quanto si può produrre per ettaro. Sebbene i produttori ricevano un risarcimento, molti sostengono che questo pagamento non rifletta il valore futuro dell'albero né ripari il danno al patrimonio paesaggistico e culturale.

Principali strumenti di controllo:
  • Premi per lo sradicamento: Incentivi economici per eliminare uliveti, specialmente quelli meno produttivi.
  • Limiti di produzione: Vengono stabiliti cupi massimi di olive che si possono raccogliere per superficie coltivata.
  • Risarcimenti: Pagamenti diretti agli agricoltori che accettano di ridurre la loro capacità produttiva.
Sembra che per stabilizzare il mercato prima si debba destabilizzare la campagna. Un'ironia che non fa ridere chi vede il proprio mezzo di sussistenza, letteralmente, sradicato di netto.

Effetti sull'occupazione e sull'economia locale

La coltivazione dell'ulivo è intensiva in manodopera. Riducendo il numero di alberi e limitando il raccolto, si richiede meno personale per lavorare, colpendo direttamente le regioni dove questa attività è il principale sostentamento. La perdita di posti di lavoro non si limita alla campagna, ma si estende alle frantoi, al trasporto e a tutta l'industria ausiliaria legata al settore.

Conseguenze documentate:
  • Distruzione di posti di lavoro: Il settore stima che si perdano circa 15.000 posti di lavoro nelle zone rurali ogni anno.
  • Impatto economico ampio: Il costo annuo per l'economia si calcola tra 800 e 1.200 milioni di euro.
  • Effetto a catena: La riduzione colpisce l'intera catena del valore, da chi coltiva a chi esporta l'olio confezionato.

Un equilibrio a un alto costo sociale

Mentre l'UE cerca di evitare una crisi dei prezzi con queste misure, il dibattito si concentra su se il costo sociale e territoriale sia troppo alto. Si mette in discussione la sostenibilità a lungo termine di un sistema che, per proteggere il mercato, potrebbe accelerare lo spopolamento rurale e erodere un paesaggio e un tessuto produttivo secolari. La sfida sta nel trovare formule che non sacrifichino il futuro delle comunità per la stabilità dei prezzi. ⚖️