L'UE modifica la sua legge per vietare le auto a combustione dal 2035 con un'eccezione chiave

Pubblicato il 16 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Un concepto visual que contrasta un coche eléctrico moderno cargándose con un motor de combustión tradicional sobre un fondo de engranajes industriales y hojas verdes, simbolizando la transición tecnológica y el conflicto regulatorio.

L'UE modifica la sua legge per vietare le auto a combustione dal 2035 con una eccezione chiave

La normativa climatica dell'Unione Europea prende una piega significativa. Sebbene si mantenga il veto alla vendita di auto nuove con motore a combustione per il 2035, il testo finale introduce una flessibilità inaspettata. Ora sarà possibile immatricolare veicoli che usano solo combustibili sintetici neutri in emissioni, una tecnologia emergente. Questo cambiamento mira a bilanciare gli obiettivi verdi con le realtà industriali e politiche del blocco. ⚖️

Un blocco di paesi frena il divieto assoluto

La posizione iniziale di un divieto totale ha incontrato una resistenza ferma guidata da Germania e Italia. Questi paesi, con potenti settori automobilistici tradizionali, hanno sostenuto che la tecnologia delle batterie non copre tutti i casi d'uso e che alternative come gli e-fuels devono rimanere sul tavolo. La Commissione Europea è stata costretta a negoziare e modificare la proposta per evitare che l'intera legislazione climatica si bloccasse.

Argomenti chiave del blocco oppositore:
  • L'infrastruttura per i veicoli elettrici e l'autonomia delle batterie non sono pronte per tutti i segmenti, come il trasporto pesante o a lunga distanza.
  • Mantenere aperta la porta ai combustibili sintetici protegge investimenti e posti di lavoro nell'industria dei motori a combustione interna.
  • Sostiene una neutralità tecnologica, dove l'obiettivo sia ridurre le emissioni, non imporre una soluzione tecnica unica.
L'emendamento finale richiede che i nuovi motori a combustione dopo il 2035 possano funzionare solo con combustibili carbon neutrali.

La porta sul retro dei combustibili sintetici e le sue sfide

La clausola sui combustibili sintetici o e-fuels agisce come una valvola di sfogo nella normativa. Tuttavia, questa alternativa solleva dubbi pratici considerevoli. Attualmente, questi combustibili sono scarsi, estremamente costosi da produrre e richiedono quantità massive di energia rinnovabile per la loro fabbricazione. I critici avvertono che puntare su questa via potrebbe deviare risorse e rallentare la elettrificazione di massa del parco veicolare, considerata da molti la rotta più efficiente e diretta per la decarbonizzazione.

Sfide principali degli e-fuels:
  • Produrli su larga scala richiede un'espansione enorme della capacità di energia rinnovabile, che prima deve decarbonizzare la rete elettrica.
  • Il loro costo per litro è molto superiore a quello dei combustibili fossili o dell'elettricità per un veicolo a batteria equivalente.
  • L'efficienza energetica globale del processo (da elettricità rinnovabile a combustibile e poi a movimento) è significativamente inferiore a quella di usare quell'elettricità direttamente in un veicolo elettrico.

La transizione verde ha anche un conto fiscale

Oltre all'ecologia, la transizione pone una sfida economica per gli stati. Le tasse sugli idrocarburi sono una fonte cruciale di entrate che diminuirà. Per compensare, alcuni governi stanno già pianificando di tassare l'elettricità usata per caricare i veicoli o implementare sistemi di pedaggi urbani. Assicurare che la mobilità sostenibile paghi anche per la manutenzione delle infrastrutture è un componente essenziale, sebbene meno discusso, di questa trasformazione. 💰