
L'Honda NSX originale e le due proposte di design che hanno competuto
La genesi del primo Honda NSX nel 1990 non fu un percorso lineare. Per definire la supercar giapponese, il marchio esplorò due visioni contrastanti affidate a studi italiani di fama. 🏎️
Il duello creativo tra due giganti del design
Honda cercava un concetto rivoluzionario e ingaggiò sia Italdesign che Pininfarina. Ogni studio interpretò il brief in modo unico, presentando filosofie di design quasi opposte che riflettevano diverse scuole di pensiero automobilistico.
La proposta radicale di Italdesign (Giugiaro):- Presentava linee estremamente angolari e una silhouette tipo wedge (cuneo).
- Includava elementi iconici dell'epoca come fari retrattili e una grande presa d'aria frontale.
- La sua coda troncata e il lunotto posteriore lo avvicinavano esteticamente a supercar come la Lamborghini Countach.
Giugiaro immaginò un samurai con armatura futuristica, una metafora di aggressività e tecnologia.
L'eleganza funzionale di Pininfarina (Okuyama)
Sotto la direzione di Ken Okuyama, Pininfarina optò per un approccio centrato sull'esperienza del guidatore. Priorizzarono l'ergonomia, un'eccellente visibilità e un'aerodinamica efficiente per ottenere un basso coefficiente di resistenza.
I pilastri del design vincente:- Forme organiche e pure che miravano all'atemporalità.
- Un abitacolo progettato per essere maneggevole e confortevole nell'uso quotidiano.
- Un equilibrio perfetto tra carattere sportivo e raffinatezza pratica.
La decisione finale: Filosofia sul spettacolo
Honda scelse la proposta di Pininfarina. Il marchio valorizzò di più la filosofia integrale di creare una supercar che fosse veloce, ma anche affidabile e accessibile, rispetto all'impatto visivo più radicale di Italdesign. La metafora finale fu chiara: scelsero la katana perfettamente equilibrata che taglia l'aria, non l'armatura che solo brilla. ⚔️