La nuova legge sulla garanzia per affittare genera incertezza per mancanza di procedure chiare

Pubblicato il 16 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración conceptual que muestra una mano sosteniendo un documento legal con un signo de interrogación grande superpuesto, y en el fondo, siluetas de una casa y figuras humanas en tonos grises.

La nuova legge sull'aval per affittare genera incertezza per mancanza di procedure chiare

La nuova regolamentazione sull'aval per affittare abitazioni pretende di proteggere, ma la sua redazione apre uno scenario di incertezza giuridica. La norma esige condizioni specifiche per attivare la copertura dell'assicurazione, ma non stabilisce come provarle in modo efficace, delegando questo compito critico alle amministrazioni autonome. 🏛️

Un requisito con una procedura indefinita

Affinchè l'assicurazione sull'aval copra il proprietario, l'inquilino deve avere meno di 35 anni o trovarsi in una situazione di vulnerabilità. Il problema centrale è che la legge non specifica un metodo chiaro, unico e automatico affinché l'inquilino dimostri di soddisfare quest'ultimo requisito. Questo vuoto obbliga ogni comunità autonoma a progettare il proprio sistema, molti dei quali non funzionano ancora o non esistono nemmeno.

Conseguenze immediate del vuoto legale:
  • La legge ha carattere retroattivo dal 1 gennaio, ma la mancanza di protocolli la rende inapplicabile nella pratica per molti casi.
  • Il rischio economico si trasferisce al proprietario, che dipende dal fatto che l'inquilino gestisca una pratica che potrebbe non esistere.
  • Gli inquilini che cercano questa protezione potrebbero non riuscire ad accedervi a causa della burocrazia non definita.
Sembra che la legge si aspetti che l'inquilino tiri fuori dal cappello un certificato che nessuna amministrazione ha finito di progettare.

Incertezza per proprietari e inquilini

Nella realtà, per contratti anteriori alla legge o successivi a gennaio 2025, la compagnia assicurativa può rifiutarsi di pagare se non si presenta un'attestazione valida. Questo crea un paradosso: l'onere di provare la condizione ricade sul proprietario, che non può dimostrare qualcosa che legalmente deve gestire l'inquilino. Inoltre, l'inquilino potrebbe rifiutarsi di fornire dati, rifugiandosi nella legge sulla protezione dei dati, bloccando completamente il processo.

Problemi pratici che sorgono:
  • Il proprietario affronta l'incertezza di dipendere da pratiche amministrative che potrebbero non essere definite.
  • L'assenza di un meccanismo uniforme genera insicurezza giuridica per entrambe le parti del contratto di affitto.
  • Fino a quando le autonomie non attiveranno i loro protocolli, la garanzia promessa dalla legge rimane sospesa.

Una fine incerta e costosa

Lo scenario può degenerare in modo che siano i tribunali a dover dichiarare, caso per caso, la condizione di vulnerabilità di un inquilino. Questo suppone un collasso per la giustizia e un costo in tempo e denaro per gli implicati. Inoltre, se un giudice dichiara finalmente una persona vulnerabile, lo Stato si troverebbe nella posizione di dover approvare aiuti che in precedenza poteva negare, in una sorta di riconoscimento a posteriori. In definitiva, la norma, così com'è, crea più problemi di quanti ne risolva, lasciando in sospeso coloro che dovrebbe proteggere. ⚖️