La filosofia femminista trasforma il modo in cui ascoltiamo e usiamo il linguaggio

Pubblicato il 15 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Retrato conceptual de la filósofa Marina Garcés con palabras flotando a su alrededor, algunas de ellas tachadas o reformuladas, sobre un fondo que representa ondas sonoras y diálogo.

La filosofia femminista trasforma come ascoltiamo e usiamo il linguaggio

Il pensiero femminista, secondo la filosofa Marina Garcés, opera una trasformazione radicale nella sfera pubblica. Non si limita a proporre nuovi termini, ma altera la capacità collettiva di percepire e interpretare ciò che viene detto. Questo processo converte il linguaggio da un semplice mezzo di comunicazione in un campo di azione politica ed etica. 🗣️

Il linguaggio smette di essere uno specchio neutro

Garcés sottolinea che un contributo chiave del femminismo è smontare l'illusione di neutralità nelle espressioni quotidiane. Frasi e parole che si usavano in modo automatico ora sono sottoposte a un esame collettivo. Questo scrutinio cerca e rivela gerarchie e presupposti nascosti che, nominando la realtà in un certo modo, silenziano altre esperienze. Il dibattito sul linguaggio si rivela, così, come un dibattito sul potere e sulla rappresentazione.

Azioni concrete che promuove questo cambiamento:
  • Mettere in discussione termini che universalizzano un'esperienza maschile come se fosse l'unica.
  • Cercare e proporre un vocabolario che nomini realtà prima ignorate o stigmatizzate.
  • Capire che modificare il modo di parlare è il primo passo per modificare il modo di pensare e agire.
Un movimento che spesso incontra resistenza per alterare il parlare quotidiano è, precisamente, quello che sta insegnando ad ascoltare con maggiore profondità.

Sviluppare una nuova forma di ascoltare

La trasformazione non è solo lessicale, ma percettiva. Il femminismo allena a aguzzare l'ascolto, per rilevare ciò che non si dice, ciò che si dà per scontato o ciò che si omette in una conversazione. Questa nuova sensibilità uditiva permette di costruire dialoghi più inclusivi, dove le prospettive storicamente emarginate trovano uno spazio per esprimersi e essere riconosciute.

Conseguenze di questo nuovo ascolto:
  • Si percepiscono sfumature e connotazioni che prima passavano inosservate per la maggior parte.
  • Si rende visibile come il linguaggio possa perpetuare disuguaglianze naturalizzandole.
  • Si apre la possibilità di intervenire nello spazio dinamico del linguaggio per promuovere maggiore uguaglianza.

Un cambiamento paradossale e profondo

Il paradosso che indica Garcés è potente: la corrente di pensiero spesso accusata di imporre un linguaggio è, in realtà, quella che sta espandendo la capacità di una società di ascoltare davvero. Obbligando a rivedere le parole, il femminismo obbliga a prestare attenzione all'altro, a ciò che è diverso e a ciò che è silenziato. Questo apprendimento collettivo modifica la sensibilità comune e ridefinisce le basi stesse del dialogo sociale, dimostrando che cambiare il modo di parlare è inseparabile dal cambiare il modo di convivere. 🔄