Il Tragabambini di Saragozza e la sua leggenda urbana

Pubblicato il 18 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Fotografía de la escultura 'El Tragachicos' en el Parque Grande José Antonio Labordeta de Zaragoza, mostrando una gran cabeza de hormigón con la boca abierta que sirve como tobogán para niños.

Il Tragachicos di Zaragoza e la sua leggenda urbana

Nel Parque Grande José Antonio Labordeta di Zaragoza si trova una singolare scultura di cemento conosciuta popolarmente come il Tragachicos. Questa figura, che rappresenta una testa di bambino con la bocca molto aperta, funge in pratica da scivolo per i più piccoli. Tuttavia, una persistente leggenda urbana avverte di un presunto pericolo nascosto al suo interno. 👻

L'opera e il suo scopo ludico

L'artista Francisco Rallo Lahoz creò questo pezzo nel 1986 per integrarlo nella zona giochi infantile del parco. Il suo design invita ad arrampicarsi e scivolare, fondendo arte e divertimento in uno spazio aperto per tutti. Nonostante la sua funzione ricreativa, la forma della testa e la sua bocca cavernosa, che funge da ingresso allo scivolo, hanno stimolato l'immaginazione collettiva e dato origine al racconto soprannaturale che ora la avvolge.

Caratteristiche principali della scultura:
  • Materiale di costruzione: cemento.
  • Funzione principale: fungere da scivolo infantile.
  • Elemento distintivo: una bocca aperta di grande dimensione.
La leggenda nasce come un racconto di avvertimento affinché i bambini non si avventurino da soli.

Come nasce e perdura il mito

Non esistono registri ufficiali che confermino eventi strani legati a questa scultura. Coloro che studiano questi fenomeni pensano che il racconto sia nato come una storia preventiva affinché i bambini non si allontanino dalla vigilanza dei genitori. Questo tipo di narrazioni, presenti in molte culture, si tramandano di bocca in bocca e si modificano con gli anni, riuscendo a far sì che il Tragachicos conservi un'aura di mistero decenni dopo la sua installazione.

Motivi per cui persiste la leggenda:
  • Trasmissione orale tra generazioni.
  • Adattamento costante del racconto nel tempo.
  • Uso da parte di alcuni genitori come strumento per prevenire.

Il contrasto tra il mito e la realtà

Mentre il rischio reale potrebbe essere scivolare e farsi un graffio, alcuni genitori narrano ancora la storia per infondere un po' di cautela, o forse per rivivere il brivido che provarono nella loro infanzia. La scultura continua a essere un punto d'incontro e di gioco, dove l'arte convive con un mito urbano che è riuscito a sopravvivere al passare del tempo. 🎭