Il robot serpente del CMU cerca sopravvissuti tra le macerie

Pubblicato il 15 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Fotografía de un robot modular con forma de serpiente, de color negro y plateado, avanzando sobre una superficie de escombros simulados en un laboratorio.

Il robot serpente della CMU cerca sopravvissuti tra le macerie

Nel CMU Biorobotics Lab creano robot modulari che imitano la forma di un serpente. La loro missione principale è penetrare in zone di disastri dove i team di soccorso tradizionali non riescono a entrare. Questi dispositivi, chiamati Snakebots, rappresentano uno strumento vitale per localizzare persone intrappolate. 🐍

Design modulare per terreni impossibili

Il corpo del robot è costruito con molteplici segmenti identici uniti da giunture motorizzate. Ogni modulo porta la sua batteria, unità per elaborare dati e sensori. Questa architettura distribuita permette al robot di muoversi in modo coordinato e adattabile, imitando i pattern di locomozione di serpenti reali, come il movimento laterale o a fisarmonica. La biomimesi è essenziale per mantenere la stabilità e superare ostacoli in un ambiente caotico di macerie.

Capacità chiave dello Snakebot:
L'obiettivo è fornire informazioni cruciali ai team di emergenza dall'interno delle macerie, accelerando le operazioni di soccorso.

Sensori che valutano l'ambiente

Nella testa del robot è integrato un insieme di sensori e una telecamera. La telecamera trasmette video in diretta, dando ai soccorritori "occhi" all'interno della zona collassata. Altri sensori sono programmati per misurare la temperatura dell'aria, rilevare la presenza di gas tossici e captare suoni deboli, il che aiuta a localizzare segni di vita e a valutare i rischi strutturali. Questa capacità di riconoscere il terreno è fondamentale per pianificare come estrarre i sopravvissuti in modo sicuro.

Funzioni dei sistemi di rilevamento:

Sfide attuali e futuro

Malgrado il suo design avanzato, la tecnologia affronta ancora limiti. Un problema significativo è che il robot non è in grado di distinguere in modo affidabile tra un cavo elettrico, una corda o una radice. Questa limitazione può far sì che il dispositivo si impigli, trasformando una missione di soccorso in un problema che gli ingegneri devono risolvere da remoto. Superare questo e altri ostacoli di percezione è il prossimo passo per rendere questi robot serpente ancora più efficaci e autonomi in scenari reali di catastrofe.