
La grande muraglia di contenimento genetico: un bio-muro vivo
In un futuro distopico, la frontiera definitiva non la erigono ingegneri, ma biologi. La grande muraglia di contenimento genetico è un organismo vivo, una barriera che cresce e si estende sui confini di un mondo diviso. La sua funzione principale è isolare ciò che le autorità chiamano la piaga di purezza: umani che conservano il loro genoma originale non alterato. Questa non è un muro di cemento, ma un'amalgama pulsante di carne, chitina e vasi sanguigni giganteschi. 🧬
Anatomia di una frontiera vivente
La struttura si muove con la lentezza di un essere vivo, ma il suo avanzamento è costante. La sua superficie è formata da merli che sono vertebre fuse, da dove vigilano i guardiani. Questi soldati usano esoscheletri meccanici potenti e i loro sensori scansionano senza sosta il territorio proibito. Il muro non solo vigila, ma sente e reagisce a qualsiasi minaccia alla sua integrità.
Caratteristiche chiave del bio-muro:- Composizione organica: Tessuto muscolare, strati di chitina dura e un sistema vascolare visibile che pulsa.
- Autoriparazione: Può sigillare le proprie ferite usando biomassa, persino quella di intrusi catturati.
- Vigilanza integrata: La struttura stessa rileva crepe e movimenti, attivando difese biologiche.
Le pareti più efficaci non le costruisci, le coltivi.
Un incidente di fuga e assimilazione
Durante una pattuglia di routine, un settore del muro percepisce una crepa. La risposta è immediata e organica. Dall'apertura emergono tentacoli corazzati, grossi e ricoperti da un guscio lucido, che funzionano come tentacoli. Questi catturano con forza diversi fuggitivi o barbari che tentavano di attraversare. Le guardie osservano il processo, che è silenzioso tranne per il ronzio delle loro armature e il battito costante del muro. I catturati sono assorbiti e integrati nella struttura, riparando la crepa con la loro stessa sostanza.
Elementi del paesaggio distopico:- <