
Quando il design di produzione diventa un viaggio interstellare
La domanda "Quando disegnerò una motocicletta?" di Rory Cheyne, designer di produzione di Foundation, ha innescato una delle sequenze più spettacolari della terza stagione: un inseguimento in moto volante su un pianeta desertico. 🏍️✨ Questa aneddoto definisce perfettamente lo spirito di una stagione che porta il design sci-fi a nuovi livelli di ambizione visiva.
Secondo Cheyne, ogni elemento in Foundation deve funzionare su tre livelli: emotivo, pratico e narrativo. Questo approccio multidisciplinare si materializza nei impressionanti mondi che esploriamo in questa stagione, dove fino all'ultimo bullone di una nave racconta una storia.
Pianeti che sono personaggi
La terza stagione presenta mondi estremi con personalità visive uniche:
- Clarion: Un cilindro O'Neill ispirato all'architettura polacca, dove il potere si esercita tra muri curvi
- Haven: Pianeta bipolare con un emisfero in fiamme e l'altro congelato, abitato nella fascia di penombra
- Kalgan: L'Ibiza galattico, miscela di lusso norvegese e festa mediterranea
- Mykogen: I sotterranei di Trantor convertiti in fattorie di funghi per l'élite
Il team ha girato in location reali di Barcellona, Valencia e Polonia, fondendo architettura storica con elementi futuristici

Dettagli che costruiscono un universo
Il livello di dettaglio nel design raggiunge il suo apice con elementi come:
- Moto fluttuanti con cabine girevoli e motori sferici
- Tute con illuminazione integrata per il lato gelido di Haven
- Nave tipo Winnebago spaziale con tappeti di pelo lungo ed estetica anni 60
- Architetture modulari ispirate a basi antartiche per Rossem
Ogni scelta di design risponde a esigenze narrative: le moto volanti non sono solo spettacolari, ma veicoli pratici per terreni desertici; le tute luminose proteggono dal freddo estremo; e le navi lounge riflettono la personalità dei loro proprietari. 🚀
Dall'Europa alla galassia: ispirazione terrestre
Il team ha trovato ispirazione in luoghi inaspettati:
- Il Tempio della Divina Provvidenza a Varsavia per Clarion
- Una chiesa mercato a Cracovia per i livelli inferiori di Trantor
- Campi di luppolo cechi per il pianeta agricolo Rossem
- Ville barcellonesi per le residenze di lusso a Kalgan
Questa miscela di riferimenti terrestri con immaginazione futuristica crea una sensazione di familiarità aliena - mondi che sembrano lontani ma si connettono con la nostra esperienza visiva.

Il design come narratore silenzioso
L'evoluzione della Fondazione da colonia a potenza si riflette in ogni scenario: strutture che erano provvisorie ora sono istituzioni, ma mantengono quella fragilità caratteristica. Nel frattempo, l'Impero mostra la sua decadenza attraverso spazi dimenticati e giardini in rovina.
Come dice bene Cheyne: "In Foundation, il design non è mai decorazione". Ogni muro curvo, ogni texture di tuta e ogni veicolo futuristico sta raccontando parte della storia. E se nel frattempo riescono a farti trattenere il fiato con una moto volante su un deserto galattico, tanto meglio. 😉
Dopo questa stagione, è chiaro che il vero protagonista di Foundation potrebbe essere il suo incredibile design di produzione, che trasforma concetti scientifici complessi in esperienze visive tanto spettacolari quanto narrativamente rilevanti.