Freud e la dipendenza dai social network

Pubblicato il 17 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración conceptual de Sigmund Freud analizando un teléfono móvil con iconos de redes sociales, fondo digital con elementos psicoanalíticos como diván y símbolos del Ello, Yo y Superyó.

Freud e la dipendenza dai social media

Questo testo presenta uno scenario immaginario in cui Sigmund Freud esamina la dipendenza dai social media e l'economia dell'attenzione nell'ambiente digitale moderno, applicando le sue idee psicoanalitiche

Freud vede i comportamenti online come sintomi di conflitti interni

Dal punto di vista del psicoanalisi, Freud vedrebbe l'uso compulsivo di internet come segnale di dispute mentali irrisolte. Egli interpreterebbe la caccia incessante ai like o lo scorrimento infinito come una liberazione di impulsi dell'Es, facilitata dalla tecnologia. Le piattaforme fungerebbero da sostituti che soddisfano desideri in modo rapido ma vuoto, impedendo all'individuo di affrontare le sue paure vere. Freud evidenzierebbe come il design delle app sfrutti difese come la repressione e la trasformazione di impulsi aggressivi o sessuali.

Aspetti chiave che Freud analizzerbbe:
  • La validazione esterna come fuga da ansie profonde
  • Il ruolo della tecnologia nella mediazione delle pulsioni ⚙️
La piattaforma agisce come un oggetto che soddisfa desideri in modo immediato ma superficiale.

Il Super-io si adatta al mondo digitale e produce colpa

Nell'economia dell'attenzione, emerge un Super-io adattato al digitale. Questo incorpora regole sociali di successo e visibilità che spingono i social, generando colpa continua per non creare contenuti o mancare di popolarità. Freud sosteneva che questa situazione aggrava il malcontento culturale, poiché nessuno raggiunge l'ideale dell'Io online. La paura di perdersi eventi e i confronti malati verrebbero visti come risposte a sensazioni di inferiorità o vuoto. Lo schermo proietta fantasie e nevrosi.

Elementi che rafforzano il malessere:
  • Norme di visibilità che il Super-io interiorizza
  • Confronti che risvegliano ansia e colpa

Una terapia ipotetica obbliga a affrontare l'occulto

Freud applicherebbe il suo approccio per rivelare l'inconscio. Creerebbe un intervento che spinga l'utente a identificare i motivi nascosti dietro ogni interazione. Invece di app che trattengono l'attenzione, suggerirebbe uno strumento che esamini le abitudini d'uso per scoprire come ricerche o interazioni ripetute nascondano desideri repressi o dispute irrisolte. Lo scopo sarebbe una liberazione che restituisca al soggetto il dominio della sua energia mentale, catturata dagli algoritmi. Immaginare un rapporto di IA che riveli l'engagement in tweet politici come maschera di invidia edipica irrisolta lo farebbe accendere una sigaretta in più. Diagnosticare complessi di inferiorità per filtri di Instagram o fissazioni orali per guardare reels passivamente risulta un esercizio anacronistico ma illuminante. La sua influenza suggerirebbe che l'inconscio reale ora usa i cookie e accetta termini senza leggerli