El Olláparo: la creatura galiziana che acecha nella nebbia

Pubblicato il 12 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Una criatura umanoide pallida con estremità sproporzionate e occhi rossi brillanti, che scivola tra querce secolari avvolte in nebbia densa, con artigli affilati visibili.

L'Olláparo: la creatura gallega che acecha nella nebbia

Nelle foreste fitte di Galizia, dove la bruma si intreccia tra i rami come un manto spettrale, abita l'Olláparo. Questa entità non è un semplice racconto per spaventare i bambini, ma una presenza reale che contamina l'atmosfera con il suo odore nauseabondo. I contadini pronunciano il suo nome con voci tremanti, consapevoli che il suo ruggito notturno annuncia sparizioni irrevocabili. La sua sagoma si muove tra alberi millenari, e il suo appetito vorace si sazia solo con vittime umane. I testimoni delle sue pupille scarlatte raccontano una demenza che divora la sanità mentale e un terrore che disintegrare lo spirito. 🌫️

Anatomia di un'aberrazione soprannaturale

L'Olláparo domina il paesaggio come un colosso di carne distorta, con appendici allungate che si contorcono in modo innaturale. La sua epidermide, biancastra e plagata di ulcere essudanti, emana un aroma putrido che perdura nell'ambiente. Le sue estremità culminano in artigli affilati capaci di distruggere rocce e corpi con identica brutalità. Tuttavia, l'aspetto più orrendo non risiede nella sua fisionomia, ma nella sua smorfia sinistra. Una fenditura carmesí che si espande sul suo volto al percepire la paura, presagendo un tormento prolungato e deliberato. Ogni passo risuona come un boato sordo, segnalando che la fine si avvicina. 💀

Caratteristiche fisiche distintive:
  • Altezza smisurata e membra contorte in posizioni impossibili
  • Pelle pallida con piaghe suppuranti e odore di decomposizione
  • Artigli affilati che distruggono qualsiasi superficie con facilità
"Chi ha visto i suoi occhi rossi brillare nel buio descrive una follia che si impadronisce della mente, un terrore che corrode l'anima fino a ridurla in polvere."

Il sinistro protocollo di agguato

Nessun umano sfugge all'Olláparo una volta che questo fissa la sua attenzione. Inizialmente, proietta sogni corrotti che invadono la psiche con visioni di fauci e tenebre. Successivamente, insegue l'odore del panico, nutrendosi tanto della paura quanto della carne fresca. Le notti di plenilunio sono le più critiche, quando il suo potere culmina e i boschi si trasformano nel suo terreno di caccia privato. Coloro che cercano rifugio odono il suo respiro grave avvicinarsi, un suono che immobilizza e offusca. Una volta localizzato l'obiettivo, non esegue una morte rapida. Opta per un gioco macabro, conducendo la sua preda verso le zone più remote del bosco, dove le urla si spengono tra la vegetazione. 🌕

Fasi della caccia:
  • Infezione mentale mediante sogni terrificanti
  • Seguire la traccia del terrore per nutrirsi
  • Cattura e trascinamento verso aree inaccessibili del bosco

Confronto con l'inevitabile

Se percepisci passi risonanti alle tue spalle nel buio, non fuggire. La creatura gode della persecuzione, e la resistenza intensifica solo il suo sadismo. Rassegnarsi al destino forse garantisce un epilogo meno tortuoso, anche se ciò implica integrare la sua dieta antropofaga. L'Olláparo, nella sua perversione, assicura che ogni vittima sia ricordata, anche se come componente della sua digestione. Questa leggenda gallega incarna l'orrore ancestrale che giace nell'ignoto, ricordandoci che alcuni misteri è meglio non svelarli. 🕯️