
Capcom sperimenta con il 3D in Street Fighter EX
Negli anni novanta, Capcom cercò di espandere la sua franquicia di punta verso un nuovo territorio visivo. Per questo progetto, si alleò con lo studio Arika, fondato da ex-dipendenti, e insieme crearono Street Fighter EX. Questo titolo rappresentò una svolta tecnica audace adottando modelli poligonali in 3D e abbandonando gli iconici sprite disegnati a mano, pur conservando l'essenza della giocabilità in due dimensioni. 🎮
Una scommessa rischiosa che divise i giocatori
Il lancio nelle sale arcade e poi su PlayStation non riuscì a ottenere un consenso nella comunità. I seguaci più tradizionali del genere picchiaduro percepirono una sensazione di controllo meno precisa e un'estetica visiva che considerarono grezza. I nuovi personaggi, come Skullomania, guadagnarono seguaci, ma il nucleo duro non si connesse con la fisica e lo spirito di questo ramo sperimentale.
Punti chiave della controversia:- I modelli 3D mancavano del dettaglio e della fluidità di animazione degli sprite 2D classici.
- La giocabilità, pur essenzialmente 2D, veniva percepita come meno reattiva e raffinata.
- La saga sembrò un prodotto a parte nell'universo Street Fighter.
L'esperienza acquisita nello sviluppo di grafici 3D per un gioco di lotta accelera la loro transizione tecnologica.
Un'eredità tecnica che ha spianato la strada
Malgrado la ricezione mista, la saga EX funzionò come un laboratorio vitale per Capcom. La conoscenza ottenuta nell'animare personaggi poligonali su un piano di gioco bidimensionale si rivelò inestimabile. Questa esperienza diretta con la tecnologia 3D permise all'azienda di ottimizzare i suoi processi per futuri progetti.
Lezioni applicate successivamente:- Dominare l'animazione di figure 3D per movimenti rapidi e complessi tipici di un gioco di lotta.
- Capire come integrare scenari tridimensionali senza interferire con la giocabilità classica.
- Gettare le basi tecniche per lo sviluppo di Street Fighter IV.
Il ponte verso il futuro della saga
Il vero valore di Street Fighter EX si materializzò anni dopo. Street Fighter IV riuscì a sintetizzare in modo magistrale lo stile visivo tridimensionale con la giocabilità classica che i fan desideravano. L'equilibrio che la serie EX non riuscì a perfezionare all'epoca divenne lo standard della saga principale. Oggi, questi titoli sono ricordati come un esperimento necessario e una testimonianza di un'epoca in cui i videogiochi imparavano a camminare in un nuovo spazio digitale. 💥