Progettano strutture 3D di nitinolo ispirate a tessuti biologici 🔬

Pubblicato il 23 February 2026 | Tradotto dallo spagnolo

Un team dell'IMDEA e della UPM presenta un metodo di progettazione che migliora le proprietà dei pezzi di nitinol fabbricati con stampa 3D. L'approccio non cerca di alterare il materiale, ma la sua geometria a scala macro. Creano architetture complesse, come maglie e sfere, che permettono di regolare il comportamento meccanico del componente finale. Questo apre la porta a impianti medici personalizzati e ad alte prestazioni.

Una intrincada struttura 3D de nitinol, similar a una malla o tejido biológico, creada mediante impresión láser. Sus formas geométricas complejas y porosas brillan con un tono metálico, ilustrando el futuro de los implantes médicos personalizados.

Algoritmi e L-PBF per controllare la rigidità e l'assorbimento di energia ⚙️

Il processo impiega un algoritmo per generare design di strutture porose ispirate a tessuti, che poi vengono fabbricate mediante fusione di polvere con laser (L-PBF). La geometria controllata permette di variare proprietà come la rigidità o la capacità di assorbire energia in diversi ordini di grandezza, qualcosa di difficile da ottenere solo con il materiale base. La tomografia computerizzata ha confermato la precisione dei pezzi stampati rispetto al modello digitale, validando l'affidabilità del processo.

Quando il nitinol si stufa di essere una molla e vuole essere una spugna 😄

Sembra che il nitinol, quel materiale con memoria che ha sempre voluto essere una molla, ora abbia ambizioni architettoniche. I ricercatori gli hanno detto che può essere una maglia o un groviglio di sfere, e il materiale, incantato, ha deciso di comportarsi in modo diverso a seconda del giorno. Grazie a questo, presto uno stent potrebbe avere la rigidità di un osso o la flessibilità di una cartilagine, tutto senza cambiare composizione. Una lezione sul fatto che, a volte, non bisogna cambiare dall'interno, ma semplicemente riorganizzarsi.