NANOGrav usa pulsar e quasar per cacciare buchi neri binari 🔭

Pubblicato il 18 February 2026 | Tradotto dallo spagnolo

Il progetto NANOGrav cerca onde gravitazionali a frequenza ultra bassa, un mormorio costante del cosmo. Per farlo, impiega pulsar come orologi di precisione e combina i loro dati con osservazioni di quasar e nuclei galattici attivi. Questo approccio permette di dirigere la ricerca verso zone del cielo dove è più probabile trovare binari di buchi neri supermassicci in lenta fusione.

Un radiotelescopio punta a un cielo stellato, dove linee connettono pulsar luminosi e un lontano quasar, simboleggiando la ricerca di onde gravitazionali.

Dalla statistica di fondo all'identificazione di fonti individuali 📡

Il rilevamento si basa sulla misurazione di perturbazioni minime nei tempi di arrivo dei impulsi. Correlazionando questi segnali tra più pulsar, si estrae il fondo comune. Il passo successivo è isolare i contributi individuali. Per questo, sono stati selezionati candidati promettenti, soprannominati Gondor e Rohan, che servono come banco di prova per affinare gli algoritmi e i protocolli di analisi in cerca di un segnale continuo e persistente.

Quando la Terra di Mezzo diventa un catalogo astronomico 🧙‍♂️

Sembra che gli astrofisici abbiano anche una debolezza per l'opera di Tolkien. Mentre cercavano nomi per i loro candidati stellari, hanno optato per Gondor e Rohan invece di codici tecnici. Resta da vedere se la prossima scoperta sarà Mordor, anche se un buco nero con quel nome incuterebbe parecchio rispetto. Almeno, questa nomenclatura rende più divertente seguire un articolo scientifico.