Un'analisi di Nomisma posiziona l'olio extravergine di oliva come il terzo prodotto più rappresentativo dell'Italia, dopo la pasta e la pizza. È presente nel 96% degli acquisti e si associa a qualità, territorio e salute. Il profilo dell'acquirente abituale è solitamente over 45, con figli e del sud, attento all'origine e alle DOP. La domanda di informazioni sui suoi benefici impulsa le vendite, e cresce l'interesse per l'oleoturismo.
Tecnologia e tracciabilità: chiavi per un settore in evoluzione 🔍
La crescente domanda di trasparenza su origine e proprietà impulsa l'uso della tecnologia. Sistemi di tracciabilità con blockchain, codici QR sulle bottiglie che collegano a dati della raccolta e del frantoio, e app che verificano l'autenticità sono tendenze. Questa digitalizzazione risponde alla necessità di informazione del consumatore e combatte la frode, aggiungendo valore a un prodotto dove il territorio è decisivo.
L'oro liquido e il suo esercito di custodi con palato esperto 👨🌾
Sembra che per apprezzare un buon AOVE si debbano soddisfare alcuni requisiti: avere più di 45 anni, aver cresciuto almeno un figlio e, preferibilmente, risiedere a sud di Roma. Il resto, secondo lo studio, siamo in fase di addestramento. Questo sì, tutti desideriamo la bottiglia che racconti tutta la sua vita con un codice QR, perché se non sappiamo la parcella esatta da cui proviene, stiamo assumendo olio o un semplice lubrificante per insalate?